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GIORNATA FORMATIVA : “OFFICINA DELLA MEMORIA”

Villa Chieppi – 04 febbraio 2017

GIORNATA FORMATIVA

 “L’OFFICINA DELLA MEMORIA”

Sabato 4 febbraio si sono riunite a Villa Chieppi (Parma) alle ore 8.45 le sorelle delle comunità presenti in Italia per il 3° appuntamento formativo previsto per la formazione permanente. L’invito era stato esteso anche alle Suore degli altri Istituti per cui hanno partecipato anche alcune Saveriane e alcune Figlie della Croce, per un totale di un centinaio di persone.

Dopo la preghiera salmica, intonata alla terza età e al tema del “Ricordare”, Madre Alfonsina Mazzi ha introdotto i lavori sottolineando le motivazioni della scelta del tema: la vecchiaia è la realtà che ci sta di fronte e le nostre Comunità contano un buon numero di Sorelle anziane.

Ha sottolineato che tale stagione della vita porta con sé fragilità da sostenere e  potenzialità da valorizzare ed investire guardando nella fede il valore intramontabile della persona che sempre, e in forme diverse, può collaborare alla crescita del Regno di Dio, in primis con la preghiera, che spesso rimane l’occupazione principale e più ricercata.

L’anzianità va guardata nella sua realtà, senza sconti e paure, ma con serenità e nella luce della fede, avvalendosi anche del contributo di esperti. A tale scopo il tema scelto è stato illustrato dall’equipe “Centro decadimento cognitivo” dell’Ospedale Sacro Cuore- Don Calabria, Negrar (VR).

Madre Vicaria, sr Gladys Lorca, ha poi presentato le relatrici con le loro specificità.

Illustriamo ora in sintesi i quattro interventi.

  1. “Invecchiamento celebrale normale e patologico”

Dr.ssa Zaira Esposito, neurologa

La dott.ssa Esposito dopo uno sguardo alle caratteristiche dell’età anziana, ha illustrato le caratteristiche dell’invecchiamento cerebrale fisiologico attivo, caratterizzato da una scorta di cellule “riserva cognitiva” che possono sostituire quelle che muoiono, grazie a stimoli ambientali favorevoli. E’ quindi passata ad illustrare il come e il perché dell’invecchiamento  cerebrale patologico denominato demenza ,o meglio Alzheimer . Il suo esordio è quasi sempre subdolo legato ad alcuni cambiamenti; via via la persona dimentica eventi recenti, si disorienta nel tempo e nello spazio, ha disturbi dell’attenzione, del ragionamento e del pensiero, del linguaggio, incapacità a compiere compiti abituali e gesti quotidiani, disturbi percettivi, cambiamenti del carattere e alterazioni comportamentali. E’ necessario fare una diagnosi precoce per adottare terapie capaci di rallentare il decorso della malattia.

  1. “Aspetti psicologici dell’invecchiamento”

Dr.ssa Paola Poiese, psicologa, Psicoterapeuta

La Dr.ssa Poiese ha esordito dicendo che “…si inizia ad invecchiare quando si nasce…” e l’invecchiamento è un fenomeno complesso che coinvolge tutta la persona dal punto di vista biologico, psicologico, sociale. Diversi i fattori di invecchiamento: genetico, educativo/culturale, economico, sanitario, ambientale, di personalità riguardo alla quale è importante assumere un atteggiamento attivo: accettazione vera ed attiva, focalizzazione sui propri valori, distinzione tra essere e fare. Diceva S.Giovanni Paolo II agli anziani: “Dovete sentirvi soggetti attivi […]. Avete ancora una missione da compiere, un contributo da dare” e Arrigo Levi: “la soglia della vecchiaia è soltanto la soglia di una nuova avventura “.

Quando però si presenta la malattia dell’anziano, familiare o consorella, spesso può essere vissuta come perdita di quanto prima si aveva, si faceva e si era, provando emozioni diverse (rabbia, tristezza, paura, senso di colpa ); cosa fare? Occorre innanzitutto ricordarci di chiedere a noi il “possibile” e non l’impossibile, saper chiedere aiuto che non implica essere “non capaci”. Dal punto di vista della fede: identificare almeno tre prospettive dell’anziano e dell’invecchiare

  1. Anzianità come esperienza del limite, della debolezza.
  2. Valore dell’anzianità (ricchezza e pienezza)
  3. Anzianità come chance, opportunità di vita di fede e di abbandono nelle mani della Provvidenza.

C’è un progetto di Dio che si chiama STORIA DI SALVEZZA in cui tutti gli uomini e le donne sono coinvolti, anche gli ANZIANI.

NON C’E’ spiegazione alla sofferenza, ma la persona può scegliere di dare un significato al modo con cui vive/affronta la sofferenza!

  1. “L’anziano fragile nelle comunità religiose”

Dr.ssa Francesca Martinelli (assistente sociale),

La dott.ssa Martinelli ha illustrato che cos’è la fragilità – chi sono le persone fragili – che cosa fare. “La fragilità è uno stato di disorganizzazione caotica dei sistemi fisiologici da prendere in considerazione per costruire un quadro il più possibile completo della situazione di rischio di eventi avversi” con  rischio elevato di rapido deterioramento della salute e un ingente consumo di risorse. Persone fragili possono essere soggetti di età avanzata affetti da patologie croniche multiple, con problematiche socioeconomiche. Sul cosa fare ha sottolineato l’importanza dell’azione coordinata sociale e sanitaria, il contrastare la tendenza all’isolamento , l’implementare i servizi di assistenza domiciliare. Per le Comunità religiose è utile creare un modello di cura dedicato alle Sorelle fragili.

  1. “Come prevenire l’invecchiamento”

Dr.ssa Cristina Baroni psicologa

La dott.ssa Baroni ha affrontato alcuni temi con esemplificazioni:

  • Ambiente e sicurezza
  • Modalità relazionali (come facilitare la comunicazione)
  • Attività di gruppo (giochi, musica, lettura, uscite, ecc…)
  • Esempi di esercizi per allenare la mente

Al termine della mattinata una delle immagini che ci sono state consegnate è quella del tarassaco. Esso “dà i suoi frutti dopo la fioritura al termine del suo primo ciclo di vita…. nella vecchiaia i suoi frutti secchi si possono staccare dal soffione al primo alito di vento… E’ fragile… Ha proprietà benefiche, nutritive, culinarie”.

 

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