Nasce a Noceto (PR): 16.02.1927
Entra in Congregazione: 30.12.1941
Inizio Noviziato: 02.07.1943
Professione Temporanea: 16.07.1945
Professione perpetua: 02.07.1950
Deceduta : 23.11.2013

“Ringraziamo con gioia il Padre

che ci ha messi in grado di partecipare

alla sorte dei santi nella luce. ( Col 1 )

Aveva 14 anni la giovane  Adelaide quando entrò a far parte della nostra famiglia, che divenne l’ambiente ideale per un itinerario ininterrotto di dono a Dio e ai fratelli in umiltà e generosità.

La prima immagine che ci balza agli occhi pensando a lei, è il suo sorriso discreto, aperto, quasi a dire: Hai bisogno? Sono a tua disposizione.

Una ricca vita interiore, la sua, tutta protesa all’incontro con il suo Signore, reso visibile nei fratelli da amare e da servire, con quella creatività che nasce dalla carità, vissuta e manifestata con i gesti più che con le parole.

Iniziò il suo cammino di formazione nel tempo durissimo della guerra e fece parte di quel gruppetto di giovani novizie e postulanti che dovettero fuggire a Palanzano, per il pericolo di bombardamenti che minacciava la città.

Aveva solo la cultura di base della licenza elementare, ma non era priva di una intelligenza che seppe sviluppare come autodidatta, così da diventare una catechista perfetta e una cuoca eccellente e creativa. Sono questi i settori in cui prevalentemente svolse il suo servizio in varie comunità, sempre pronta al sì di un’obbedienza senza tentennamenti.

Le comunità in cui rimase più a lungo sono: Tabiano (dal 1957 al 1965), S. Angelo in Vado (dal 1965 al 1982), Sestola (dal 1982 al 1988 e dal 1996 al 2009), Parma S. Leonardo (dal !989 al 1996). In ognuna ha lasciato un segno indelebile di bontà, di fraternità serena, di disponibilità. Le sorelle che hanno vissuto in comunità con lei sono unanimi nel definirla buona, senza pretese, sempre pronta a creare qualche cosa di nuovo che fosse di gradimento ai destinatari: bambini, anziani, consorelle, ospiti di passaggio. Come catechista mostrava uno zelo ardente per la crescita spirituale dei suoi piccoli e non era mai stanca di proporre nuove ed efficaci iniziative allo scopo.

Una nota particolare, oltre a quelle già dette, era l’amore per la Madonna, che venerava in modo privilegiato nel Santuario di Fontanellato, nel quale diceva di aver ricevuto, fin da piccola, una particolare grazia.

Tutto questo cammino è stato caratterizzato da una salute molto precaria, che le ha richiesto numerosi , lunghi periodi di ricovero nella Casa di Cura Piccole Figlie, fino all’episodio infausto che la portò in Patria, proprio nel giorno in cui era stata preannunciata la dimissione.

Sentiamo forte il distacco, ma non possiamo che essere serene, pensandola arrivata meravigliosamente al traguardo desiderato. Oltre a pregare per lei, sentiamo il bisogno che sia lei a pregare il Signore, perché doni a noi e alle giovani in formazione la grazia di una risposta, vera come è stata la sua, alla chiamata dello Sposo.