Nasce a Ravadese (PR): 18.05.1925
Entra in Congregazione: 21.01.1945
Uscì un anno per malattia e rientrò: 11.11.1945
Inizio Noviziato: 25.12.1945
Professione Temporanea: 21.11.1947
Professione perpetua: 21.11.1952
Deceduta a Villa Chieppi: 02.09.2010

"Ringrazio il mio Dio...

pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera". (Fil 1,4)

Il versetto con cui Paolo incomincia la lettera ai Filippesi mi richiama la gioia che Suor Anna manifestava quando ci si rivolgeva a lei per chiederle un favore e quando poteva farci oggetto delle sue squisite attenzioni. E' stata provata per tanti anni dalla malattia, ma non lo ha fatto pesare e si è fino all'ultimo impegnata per far contente le sorelle, i superiori, le missionarie... Quante cose procurava per i loro poveri, coinvolgendo quanti conosceva nel suo desiderio di dar loro aiuto! Era soprattutto premurosa nel registrare le belle celebrazioni in Duomo o in Casa Madre, che gustava tanto e che voleva trasmettere a quelli che non avevano potuto seguirle, per condividerne il messaggio e la gioia.

Questo suo carattere esuberante era presente in lei fin dalla sua giovinezza, come emerge da una lettera che scriveva alla Madre, dopo aver avuto l'incontro con lei per chiederle di entrare in congregazione. Si legge tra l'altro: "Il mio povero cuore non è tranquillo senza che io descriva il mio ritorno a casa. Non potrò mai dimenticare questa bellissima giornata trascorsa nel vostro luogo santo... Sono stata tanto contenta che non potrò mai dimenticare quel giorno di Paradiso...

La mia vocazione si fa sempre più viva... "

Alla base di questi sentimenti c'era indubbiamente la chiamata, maturata in una famiglia profondamente cristiana, se la mamma, in piena guerra, con tanti problemi famigliari, esprimeva la gioia per la vocazione della figlia, pur con la preoccupazione che fosse una vocazione vera. Temeva che il suo carattere non fosse adeguato alla scelta e sentiva il bisogno di correggerlo prima che entrasse in congregazione.

Al di là del temperamento che ciascuno porta con sé, dotato di qualità e di difetti, Sr. Anna non smentì mai la gioia di essersi donata al Signore e il desiderio di farsi trasmettitrice di questa gioia. La sua vita è trascorsa in numerose comunità, segno dì una grande disponibilità all'obbedienza, svolgendo compiti diversi: da cuoca ad aiuto nella scuola materna, a guardarobiera.

Una "Piccola Figlia" serena e disponibile. innamorata del suo Signore e desiderosa di seguirlo in tutto.

Aveva ragione il suo parroco quando di lei scrisse, prima della sua entrata: "Ho il piacere di certificare che la giovane Chiari Anna Maria ha sempre tenuto non solo buona, ma ottima condotta. Dai suoi primi anni fino ad oggi, ha ininterrottamente fatto parte della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, emergendo nel buon esempio, nella preghiera, nella frequenza ai sacramenti e nello svolgimento di un apostolato attivo ed assiduo, dando evidenti segni di vocazione religiosa''.

Noi che le siamo state vicino possiamo senza alcun dubbio affermare che le previsioni erano esatte e che il carattere, per cui la mamma era un po' dubbiosa, non ha impedito a Sr. Anna di spendersi senza riserve e di mantenere sempre un profondo contatto amoroso con il suo Signore e con quanti Lui le poneva accanto.

Ora la pensiamo nella pienezza di quella gioia, che ha saputo gustare in vita e a cui l'ha certamente preparata il calvario degli ultimi anni, vissuto nella fede più viva.