Nasce a Voltago Agordino (BL): 16.05.1933
Entra in Congregazione: 25.04.1951
Inizio Noviziato: 21.11.1951
Professione Temporanea: 21.11.1953
Professione perpetua: 02.07.1959
Deceduta a Villa Chieppi: 11.01.2017

"La tua Parola si compia in me"

                Lc 1,38

Sr. Anna Santomaso l’11 gennaio 2017 ha concluso il suo pellegrinaggio terreno dopo essere stata chiamata dal Signore a condividere il suo mistero di sofferenza e di morte.

Nata a Voltago (BL) nel 1933, da famiglia numerosa e ricca di fede, era entrata nella Congregazione delle Piccole Figlie all’età di 17 anni. Fece la prima professione nel 1953.

Per tutta la vita ha prestato servizio in ufficio come segretaria o aiuto economa; in alcuni periodi ha anche offerto il servizio di catechista. In particolare ha operato a Locarno, presso la Clinica S.Chiara, a Roma, presso la Scuola Anna Micheli, nella comunità di Milano ed a Parma sia in Casa Madre che presso la segreteria vescovile.

Era persona umile, serena, disponibile, riservata, fedele alla preghiera e molto responsabile nel compiere il servizio che le veniva richiesto. Ne è testimone il vescovo Mons. E. Solmi presso il quale ha operato come segretaria e “custode” della casa; ne ha tracciato il profilo durante la celebrazione delle esequie da lui presiedute nella cappella di “Villa Chieppi” ove ha trascorso gli ultimi giorni. Ecco le sue parole a commento del brano di Marta e Maria: “Pensando a Sr. Anna, alla sua malattia, ho pensato al vangelo di Marta e Maria. Ho pensato al rimprovero che Marta si prende…Pensando a Sr. Anna, penso che il rimprovero non lo avrebbe meritato. Faceva tanto, ma metteva insieme Marta e Maria, pregando come una brava suora e traducendo questo nel fare silenzioso e in modo assolutamente riservato quello che era chiesto…anche servizi delicati come la segreteria del Vescovo, e, insieme, accudire la mia casa.[…] In lei ha confidato il Cuore del Signore sapendo che operosità e fedeltà non sarebbero venute meno. Dio ci concede gocce di misericordia anche attraverso le persone buone che Dio ci mette accanto. Diventato vescovo Dio mi ha messo accanto Sr. Anna tra le persone che mi volevano bene.

Avuto la notizia che stava peggiorando sono venuto; lei continuava a toccarsi l’anello col crocifisso. Allora le ho dato la croce pettorale, lei l’ha tenuta stretta avvolta tra le mani e la stringeva. Mi fa bene pensare che sia morta con la mia croce pettorale in mano”.

Nel tempo molto doloroso vissuto all’ospedale, sempre amorosamente assistita da varie sorelle ha profuso esempi di fede, di sereno abbandono, di delicata gratitudine verso tutti. Sr. Gladys che ne ha seguito “il calvario” ne dà testimonianza. “Sr. Anna ho avuto il privilegio di accompagnarti in questo ultimo tratto di strada…Ho conosciuto la tua capacità di soffrire, offrendo […] Ho conosciuto la tua serenità, il tuo abbandono in mezzo a grandi dolori ed esami umilianti. Mai un lamento, mai una critica, pure gli infermieri ed i medici si sono stupiti. In ogni reparto dove sei stata, è rimasto di te un ricordo che si è come cristallizzato in una parola, la sola che ti usciva spedita dal cuore, perché hai fatto sì che nella tua vita trovasse spazio sempre: ”GRAZIE”. E’ te che dobbiamo ringraziare, perché ci hai parlato con la tua esistenza generosa e semplice, con una vita donata fino all’ultimo. Grazie, perché hai compreso che, via da un servizio, quello che conta non è cosa facciamo, ma per Chi lo facciamo e come lo facciamo”.

Una sorella con cui ha condiviso per anni lo stesso servizio le si rivolge con affetto:”Carissima Sr. Anna, adesso che per te si sono aperte le porte della casa del Padre, sciolgo il silenzio che ha sempre circondato la nostra vicinanza/collaborazione e desidero dirti grazie. Credo che al tuo arrivo in patria ti siano venute incontro la tua carissima Madre Albina, Madre Gina, Sr. Amelia Miotti, Sr. Adele Benassi e le varie sorelle con cui hai vissuto qui in terra. Ti ringrazio per gli anni in cui in silenzio e con una costanza tenace hai collaborato, giorno e spesso anche la notte, per tutte la pratiche e verifiche che ti erano richieste. Lo hai fatto con discrezione e riservatezza, non sempre compresa, in obbedienza ai Superiori. Credo che in Cielo ti siano venuti incontro anche tanti altri, Mons. Rossolini a cui ti sei prestata come catechista, e le varie persone che hai affiancato con sorridente disponibilità. “A fra poco”. Conto che ci sia anche tu quando arriverò io. Caramente”. Sr.M.Vincenza.

In un pensiero datato, Sr. Anna ci rivela quale consapevolezza aveva di sé, una consapevolezza confermata dalla vita intera. “Più io sono misera, debole, impotente, più Cristo sarà la mia forza e supplirà a quel che mi manca” (01/10/1978).

Siamo certe che il Signore ha realizzato questa sua preghiera.