Nasce a Traversetolo (PR): 29.01.1923
Entra in Congregazione: 28.05.1945
Inizio Noviziato: 25.12.1945
Professione Temporanea: 21.11.1947
Professione perpetua: 21.11.1952
Deceduta a Villa Chieppi: 05.05.2013

"Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l'anima mia anela a Te, o Dio. L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? (SI 41,1)

 

Questi versetti del Salmo 41 mi sembra esprimano l'animo con cui Sr. Eletta si è preparata

all'incontro con lo Sposo: un epilogo a cui è giunta senza mai venir meno a quella ricchezza spirituale che, fin dalla sua giovinezza l'ha caratterizzata.

Nacque a Cazzola, una piccola frazione del comune di Traversetolo, e rimase prestissimo orfana di mamma, ma non fu privata di una buona educazione. In un suo scritto del 2010 esprime tutta la sua gratitudine al Signore per i doni ricevuti e inizia così: " Grazie per tutte le persone che mi hanno aiutato a crescere nella bontà... perché la mamma Palmira è venuta ad abitare il cielo e allora avevo solo due anni (Vedi allegato).

A 22 anni, aiutata dal suo parroco, che ricorda con commozione, ha conosciuto l'Istituto ed è entrata. Era l'anno 1945, appena terminata la guerra.

Nel 1949 conseguì il titolo di Maestra di scuola materna e nel 1952 emise la sua Professione Perpetua. Poco dopo iniziò la sua missione di educatrice in otto diverse comunità, sempre nel ruolo di supcriora, che mantenne anche quando nel 1992 fu chiamata a guidare la comunità di Via Po, non più come maestra di scuola materna, ma come madre e guida per le sorelle anziane.

Era donna intelligente, spiritualmente ricchissima, amante della preghiera e dell'approfondimento spirituale, ma al tempo stesso molto protesa al sevizio degli altri, nel massimo della concretezza.

Tutte le suore che nelle varie comunità sono state con lei ricordano con commozione di essersi sentite amate  e  aiutate  in  ogni  senso.  Era  serena  e  sapeva  affrontare  le  difficoltà  con  grande  senso  di responsabilità, mettendo sempre in luce il lato positivo degli avvenimenti, dentro ai quali sapeva scorgere il disegno misericordioso di Dio.

Amava la vita, ma era sempre protesa alla pienezza della vita, come ha dimostrato ampiamente negli ultimi tempi del suo cammino terreno provati da una insufficienza respiratoria che, per diversi   mesi la pose in continuo pericolo di morte, sempre in piena lucidità.

Sono sintomatici alcuni episodi, a cui con commozione hanno assistito le sorelle che l'accudivano.

II 13 agosto 2012 sembrava ormai all'ultimo respiro; con gli occhio verso il Cielo e lo sforzo di un sorriso, disse: "Mi sento abbracciata dall'amore del Signore, perciò vivere o morire per me è la stessa cosa".

E qualche ora dopo, a fatica: "Quando ci saranno i funerali?" "Di chi?"- le chiede la sorella che le sta accanto. "Di Sr. Eletta - risponde - Non ho ancora visto il volto di Dio".

Dopo qualche giorno, con l'aiuto del respiratore, riprende a vivere con fatica. Il 18 agosto chiede alla suora che le sta accanto di poter mandare una lettera alle sorelle che stanno facendo gli esercizi a Marola e con fatica la detta. "Alle care sorelle che fanno gli Esercizi a Marola.

Sono Sr Eletta, ricoverata all'ospedale. Ho tempo per pregare, per meditare e per contemplare la volontà di Dio. E' una contemplazione bella della volontà di Dio. Ogni foglia che si muove è un atto d'amore di Dio.

Ogni servizio di una Sorella è frutto d'amore. Vorrei che l'amore di Dio fosse davvero il vivere quotidiano. Vi saluto tutte e prego per voi. Con voi farò gli esercizi anch'io, guidata dallo Spirito".

Un altro segno della delicatezza che aveva nei confronti delle Sorelle è la scoperta che la sua superiora ha fatto quando nel suo armadio trovò il vestito che aveva preparato per quando sarebbe morta. Accanto c'era questo biglietto: "L'ultimo grazie alla comunità e a coloro che mi vestiranno per i cieli e la terra nuova.     Con affetto Sr. Eletta"

Nei mesi che seguirono continuò il suo calvario, ma sempre con l'occhio puntato al Volto del Signore e con riconoscenza per l'aiuto che riceveva dalle sorelle e dalle signore che l'accudivano.

 

Si potrebbero dire tante cose di Sr. Eletta, ma l'eredità che ci lascia di una vita totalmente votata all'amore di Dio e del prossimo, con lo spirito del viandante proteso alla meta, è il dono più bello che ci poteva fare e, mentre la ringraziamo, le chiediamo di aiutarci ad imitarla.