Nasce a Castellonchio di Berceto (PR): 17.11.1916
Entra in Congregazione: 17.11.1934
Inizio Noviziato: 27.06.1935
Professione Temporanea: 30.10.1937
Professione perpetua: 02.02.1943
Deceduta a Villa Chieppi: 17.02.2017

“Piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio.  

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi,

per annunciare quanto è buono il Signore.” (Salmo 91)

Un annuncio gioioso che Sr.Elisabetta ha potuto fare alla bella età di 100 anni, festeggiati con sorelle, parenti ed amici, nella Casa di Riposo Villa Chieppi. Vi giunse nel 1995 dopo 60 anni di servizio generoso e silenzioso ai fratelli e sorelle nelle cucine di varie comunità; ricordiamo, tra le altre, S. Angelo in Vado (PU) dove servì per 24 anni nell’Orfanatrofio e nella Scuola Materna e Gualtieri (RE), dove operò per 12 anni nella Scuola dell’Infanzia “S.Alberto” .

La cucina era il suo campo di missione: preghiera e lavoro si univano in una offerta quotidiana per la sua Congregazione e per il mondo intero.

Concordi sono le testimonianze delle sorelle che sono vissute con lei nelle varie comunità. La ricordano come persona “molto schiva, silenziosa, laboriosa, generosa, volonterosa nei lavori di fatica, senza pretese.

Sue caratteristiche erano l’umiltà, la laboriosità, il nascondimento, lo spirito di preghiera” (Sr. Giuliana F.) .

Dovette soffrire a causa di una vista debole, che le procurò disagio nel lavoro. Piuttosto metodica, era legata a schemi tradizionali che le davano sicurezza, ma risultava sempre “una brava cuoca, attenta alle esigenze e al bene di ogni suora. Cercava di fare il meglio per ciascuna con serenità e disponibilità”. (Sr. Gladys) .

“Pronta sempre ad aiutare dove vedeva il bisogno, rinunciando anche al suo riposo. Precisa, ordinata, servizievole cercava di rendersi utile in tutti i modi” (Sr. Celsa F.).

Il segreto di questo suo donarsi con generosità e serenità non era solo nella sua indole umana, ma nella fede che alimentava nella preghiera assidua e nella devozione mariana: amava Maria, “Guardava a Maria” e lo dimostrava il fatto che aveva sempre la corona del Rosario in mano, giorno e notte.  

La sua fede semplice e profonda non aveva cancellato la dimensione umana: aveva conservato un grande affetto per i nipoti ed un particolare attaccamento alla terra d’origine, dove aveva sentito la chiamata del Signore e da dove era partita con determinazione per entrare nella Congregazione delle Piccole Figlie dei SS. Cuori di Gesù e Maria, facendo pressione presso la madre, vedova, con numerosa figliolanza, che adduceva vari motivi pur di trattenerla con sè. Finalmente giunge il giorno in cui la mamma rompe gli indugi e in una lettera a Sr. Lorenza Palù, sua amica, così si esprime: ”Non l’ho accompagnata prima nella sua Congregazione, perché ho accompagnato Peppino in collegio a S. Benedetto e mancarne due in una volta il dispiacere si faceva più grosso […] anche ora non sarei pronta, ma è tanto decisa che se non l’accompagno, scappa e viene da sola”.

Sr. Elisabetta ci dice con la vita che a Dio si risponde subito e che per Dio non conta il tipo di servizio che si fa, ma l’amore e la passione con cui lo si fa.