Nasce a Suzzara (MN): 07.06.1924
Entra in Congregazione: 28.12.1947
Inizio Noviziato: 02.07.1948
Professione Temporanea: 02.07.1950
Professione perpetua: 02.07.1955
Deceduta a Villa Chieppi: 14.05.2014

La sapienza esalta i suoi figli

e si prende cura dì quanti la  cercano.

Chi la ama, ama la vita. {Sir. 11,11.12)

Ci ritroviamo per dare l'ultimo saluto a Sr. Elva: una grande Piccola Figlia, che ha servito la nostra famiglia religiosa per tutta una vita, svolgendo un compito molto impegnativo con competenza, serietà, lealtà e amore senza tentennamenti.

Proveniente  da  famiglia   benestante,  maturò  la   sua   formazione  cristiana   nell'Azione Cattolica. All'età di 23 anni, aiutata nel suo cammino di ricerca della volontà di Dio da Sr Gemma Nironi, che operava nell'ospedale di Suzzara, decise di farsi suora.

Aveva conseguito nel 1943 il titolo di maestra di scuola elementare, ma entrata in convento, disse alla Madre che non si sentiva adatta al compito educativo, perciò fu subito orientata al settore amministrativo; da prima a Casa Famiglia (1950-1958) in segreteria, e poi  per 30 anni in Casa di Cura con il ruolo di economa,

E' qui dove ha dato il meglio di sé come suora, contenta della sua vocazione e severa nel portarla avanti nella sua austerità, con il desiderio di far contenti gli altri.

Sono testimoni della sua competenza leale, sincera e tutta protesa al meglio, non solo le

consorelle ma tutti gli operatori sanitari sia medici, che infermieri, come pure i clienti che

quotidianamente accedevano all'ufficio.  Anche  nei  momenti  più diffìcili  che  spesso dovette affrontare, rimase sempre determinata a cercare il meglio con tenacia e senza perdere quella

serenità di fondo che le veniva da una fede solida e provata.

Estremamente riservata, viveva i suoi voti con rigore. In particolare, fin da ragazza, era particolarmente sensibile alla castità. E' emblematico al riguardo un aneddoto raccontato da una vecchia amica di scuola. Un giorno, la sua professoressa di ginnastica le chiese di partecipare ad una gara al giavellotto in Piazza delle Erbe a Mantova. Benché avesse titolo per il successo, rifiutò decisamente, perché avrebbe dovuto indossare la divisa con pantaloncini a braghe corte. Questo straordinario riserbo fu una caratteristica che l'accompagnò sempre e che deve esserle costato tanto nel lungo tempo della sua malattia, che la rese completamente dipendente anche per i servizi più intimi; le fu di grande sostegno e conforto l'affettuosa e delicatissima attenzione delle sorelle addette alle sue cure.

Nei 1988 lasciò la Casa di Cura e passò come superiora a Rapallo Villa lolanda, per poi fare ritorno a Casa Famiglia, dove si prodigò in servizi vari, come le consentivano l'età e la salute.

Nel 2003 nella comunità di Villa Chieppi iniziò quel lungo periodo di progressiva ascesi nella faticosa, ma consolante attesa dell'incontro con lo Sposo.

Di cuore la ringraziamo del suo prezioso servizio e della meravigliosa testimonianza che ci aiuta a guardare avanti con fiducia.