Nasce a Cremona: 10.10.1921
Entra in Congregazione: 30.09.1039
Inizio Noviziato: 02.07.1940
Professione Temporanea: 26.07.1942
Professione perpetua: 02.07.1947
Deceduta a Villa Chieppi: 28.11.2011

“Ti rendo lode Padre…

che hai nascosto queste cose

ai dotti e ai sapienti

e le hai rivelate ai piccoli…” (Lc. 10,21)

 

Mi è sembrata emblematica, per cogliere la grandezza di questa umile Piccola Figlia una paginetta in cui ha formulato propositi che risultano la trama di una vita spesa tutta nell’umiltà, nel servizio, nella fatica e nella sofferenza per amore, e che ha raggiunto il vertice nei circa dieci anni di graduale, ma totale perdita di ogni facoltà.

Il foglio non ha data, ma deve essere stato da lei letto e riletto per anni e letteralmente attualizzato. In esso si legge:

  • Domandare spesso al Signore di sviluppare in me lo spirito di sacrificio.
  • Contemplare spesso Nostro Signore nella Passione e comunicare alla Grazia nascosta nei misteri dolorosi.
  • Segnare diligentemente nel Nuovo Testamento tutti i testi che parlano di sacrificio, di rinuncia, di penitenza; segnare nello stesso tempo che il sacrificio è sempre presentato come un mezzo di fedeltà maggiore o di sequela più prossima del Divino Maestro.
  • Essere felice di non aver sempre a disposizione tutto ciò che desidero o anche tutto ciò che mi potrebbe essere utile.
  • Saper prendere in buona parte, col sorriso, le piccole privazioni, inseparabili da ogni vita religiosa.
  • Non drammatizzare mai le difficoltà normali della vita comune; attingervi elementi di oblazione generosa per la mia missione corredentrice.
  • Invece di impazientirmi davanti ai piccoli o grandi sacrifici inerenti ad ogni vita apostolica (delusioni, contrarietà, lentezze, malintesi involontari), ringraziare il Signore che ha la bontà di associarmi a Lui; unire immediatamente queste sofferenze alla sua Passione per applicare i frutti della redenzione alle anime di cui sono incaricata.
  • Per essere sempre in grado di approfittare delle occasioni provvidenziali di sacrificio, impormene ogni giorno qualcuna gratuitamente; vegliare tuttavia che non nuocciano né al dovere di stato, né alla mia salute (che non mi appartiene), né alla carità fraterna.
  • Orientare di preferenza i miei sacrifici verso la carità effettiva, con la dimenticanza di me stessa e il servizio disinteressato e sorridente a favore degli altri.

 

Probabilmente questo è un programma dettatole dal suo direttore spirituale, ma ripercorrendo la sua vita, possiamo dire che è stato attuato in modo straordinario.

Nacque in una famiglia povera ma profondamente cristiana, come attesta la scelta della vita religiosa da parte delle sorelle Eugenia, Figlia della Carità di S. Vincenzo de Paoli, e Luciana delle suore di don Orione.

Incontrò le Piccole Figlie a Cignone e maturò con loro la chiarezza della sua vocazione. Di carattere volitivo, seppe scegliere la via che le tracciava il Signore senza lasciarsi condizionare dal desiderio dei suoi genitori “i quali – scrisse alla madre – desideravano che entrassi nell’Istituto dove si trova mia sorella, ma non sentendomi chiamata per quella strada mi opposi al loro desiderio ed essi, vedendomi risoluta, ora mi danno il consenso di entrare nella Congregazione nella quale mi sentii chiamata fin dal principio della mia vocazione”.

Un altro segno della sua decisione nelle scelte che contano, ce lo testimonia una consorella: “Nel 2001, arrivata a Marola con le sorelle anziane, già con i sintomi del suo progressivo degrado, chiese che le fosse dato un tappetino da mettere ai piedi del letto. La sorella le rispose che era pericoloso, che avrebbe potuto scivolare. E lei decisa: Mi serve per l’ora di adorazione notturna che ho sempre fatto il giovedì e che non posso tralasciare.”  Era da questa sua unione col Signore della sua vita che si spiega la sua disponibilità ad ogni genere di sacrificio senza mai farlo pesare, col sorriso di chi è contento di far contenti gli altri.

Non ebbe mai incarichi di particolare responsabilità personale: aiuto in cucina, in guardaroba, nel riordino della casa o del giardino, nelle attività varie della comunità. Si rese preziosa al bisogno in diverse case (Carignano, Palanzano, Casa Madre, Seminario minore…ecc), ma quella in cui ha lasciato una stupenda indimenticabile testimonianza della sua vita di religiosa veramente riuscita, è stata Paderno del Grappa, dal 1973 al 1998 nell’opera di Monsignor Filippin.

Sempre attiva, sempre disponibile, e soprattutto sempre serena; un esempio indimenticabile per le consorelle e per la gente che incontrandola le affidava i suoi problemi con la certezza che la sua preghiera sarebbe stata esaudita.

Altro segno di vita totalmente donata nella disponibilità piena del Divino Volere, è il dono che ha chiesto e ricevuto nella ricorrenza del suo 25° di professione: la benedizione del Santo Padre con indulgenza plenaria “in articulo mortis” , così che anche quando non potesse confessarsi e ricevere la Comunione avrebbe potuto invocare con la bocca e con il cuore il santo nome di Gesù.

Leggiamo in questo dono un annuncio premonitore del suo lungo calvario e una certezza della pace di cui ora godrà nella comunione dei santi.

Ci aiuti dal cielo ad imitarla.