Nasce a Viano (RE): 25.01.1923
Entra in Congregazione: 29.11.1941
Inizio Noviziato: 26.07.1942
Professione Temporanea: 16.07.1945
Professione perpetua: 02.07.1950
Deceduta a Villa Chieppi: 10.03.2011

Celebrate il Signore, perché è buono, eterna è sua misericordia. (Sal. 117,1)

Sr. Giuseppina entrò in Congregazione all'età di 18 anni, in piena guerra, con l'entusiasmo di chi aspira a fare tanto bene e la disponibilità a cimentarsi in vari campi.

Aveva la cultura di base elementare, ma partecipò volentieri a parecchi corsi per rendersi idonea a servire nel campo infermieristico, nella catechesi, nell'attività degli oratori. Non le mancava creatività e capacità di addentrarsi in varie situazioni con coraggio e tenacia, per vincere le inevitabili difficoltà che la vita presenta ovunque. L'intento era sempre orientato al bene, che avrebbe voluto realizzare ad ogni costo, magari superando con forza le incomprensione e gli ostacoli che venivano dall'ambiente o dai collaboratori.

Si cimentò in varie attività, come cuciniera, guardarobiera, aiuto infermiera, assistente di scuola materna in varie case. Il periodo più lungo di permanenza in una comunità fu quello trascorso a Castellina di Soragna, dal 1980 al 1992. Qui il campo in cui cimentarsi fu vastissimo: catechesi, pastorale familiare, oratorio, ministero dell'Eucaristia, opere pastorali zonali. Era tale e tanta la sua creatività, soprattutto con i giovani, da trarre un consenso senza riserve da una parte, e qualche difficoltà dall'altra.

Anche qui, come altrove, emergeva la sua intenzione positiva, la sua volontà di operare per l'amore di Dio e il bene dei fratelli, e la carenza di quell'equilibrio che sa apprezzare l'apporto di tutti al bene comune, mettendo alla base la carità. Ebbe per questo spesso da soffrire e da diventare causa di sofferenza, ma proprio per la sua rettitudine di fondo, queste difficoltà sono solo da attribuire a cause che, col passar degli anni, si evidenziarono come patologiche.

La tranquillità la raggiunse a Villa Chieppi, dove, ormai incapace di formalizzare e realizzare progetti superiori alle sue forze, si abbandonò alla volontà di Dio, con la serenità di chi si sente amata, capita e aiutata. E' quello che hanno sperimentato le sorelle e le assistenti che hanno seguito il suo ultimo percorso di vita e che sono certe di pensarla nella pace di quel Signore che , comunque, ha voluto servire con ogni forza.