Nasce a Besenzone (PC): 19.03.1933
Entra in Congregazione: 08.05.1952
Inizio Noviziato: 21.11.1952
Professione Temporanea: 02.07.1955
Professione perpetua: 02.07.1960
Deceduta: 26.06.2013

Ho detto a Dio: 

 “Il mio Signore sei Tu, solo in Te è il mio bene” (sl 16)

Alle radici della vocazione di Sr. Giuseppina c’è una famiglia numerosa – nove fratelli – profondamente cristiana e una mamma esemplare da tutti i punti di vista.

Frequentò la scuola media in Collegio presso le Suore Canossiane a Cremona e, dopo il trasferimento della famiglia a Fontanellato, conobbe le Piccole Figlie e decise la scelta.

E’ stato l’inizio di un cammino di consacrata che ha dato frutti preziosi per la sua famiglia religiosa e per i tanti che hanno potuto godere del suo generoso e illuminato servizio di assistenza spirituale.

Durante il tempo della formazione, avendo subito manifestato attitudine nel settore socio – economico, frequentò a Roma l’Istituto Tecnico Commerciale e ne conseguì il diploma nel 1959.

Dopo la Professione fu per diversi anni in aiuto nell’amministrazione della Casa di Cura e nell’Economato in Casa Madre.

Nel 1970 divenne Economa Generale. Il compito era oneroso, ma seppe svolgerlo con competenza, prudenza e generosa dedizione fino  al 1985, anno in cui, forse per eccesso di stanchezza,  non si sentì di proseguire e diede le dimissioni. (vedi Archivio).

Dopo un periodo di tregua, fu incaricata come superiora a Paderno del Grappa e a Villa Minozzo, quindi a Suzzara per l’attività parrocchiale.

Nel 1993 entrò a far parte della comunità di Palanzano, ma con il mandato di svolgere attività parrocchiale nella zona di Monchio. Qui il Sacerdote era unico, con la responsabilità di gestire 11 piccole parrocchie aggregate a quella del capoluogo.

La richiesta di aiuto rivolta alla Direzione trovò in Sr. Giuseppina la persona ideale, perché era una delle poche sorelle che allora guidavano la macchina e perché l’dea di dedicarsi ai malati, agli anziani soli nella montagna e di offrire loro una vicinanza spirituale, era per lei la realizzazione di un sogno.

Svolse questo mandato per 10 anni, che per lei volarono.

Intorno al 2000, purtroppo, iniziarono i sintomi della leucemia e con tanto dispiacere suo e della intera popolazione, fu costretta a  lasciare la montagna.      

E’ significativa la testimonianza apparsa nella Gazzetta di Parma il 9 settembre 1993, col titolo: “Monchio abbraccia la suora dalle mille idee”. Fra l’altro vi si legge: “… La sua Panda bianca … sfrecciava ogni giorno sulle strade di montagna con qualsiasi tipo di stagione per arrivare in quei luoghi sperduti dove Sr. Giuseppina quotidianamente trovava sofferenza e solitudine … La visita alle persone sole o sofferenti è sempre stata accompagnata da gesti concreti e da tanta speranza cristiana, che lei sapeva trasmettere durante brevi incontri. Si è dedicata anche all’insegnamento del catechismo ai ragazzi delle scuole e alla continua ricerca dell’approfondimento della fede con gli adulti …”.

Sapeva entrare nel cuore della gente ed era creativa nel suggerire e guidare iniziative care alla popolazione.

Continua la testimonianza: “ Appena arrivata a Monchio aveva intrapreso, assieme a Don Giovanni Coruzzi, un’iniziativa che è andata in crescendo come gradimento e come partecipazione: quella della processione del 13 di ogni mese al Santuario diocesano di Rimagna da maggio ad ottobre”. 

La malattia faceva il suo corso, ma lei non si diede per vinta e continuò una preziosa pastorale presso i malati e gli anziani a Monticelli. Anche qui la sua presenza lasciò un segno indelebile, come testimoniò con commozione  una signora della  parrocchia, durante il rito delle esequie. Sembrava non aver parole per descrivere la delicatezza, il riserbo, la tenerezza con cui accostava i malati sia a domicilio che in ospedale. (vedi allegato).

Si potrebbero dire tante  altre cose di Sr. Giuseppina, ma importante è soprattutto il suo carattere: intelligente, operosa, discreta, fedele ai suoi impegni e schiva di parlare di sé o di manifestare le sue fatiche. Ne ha dato prova il coraggio con cui fino all’ultimo ha sopportato la dura malattia senza mai lamentarsi e senza mai cedere alla tentazione di scoraggiamento.   Sono queste preziose qualità, che possono tuttavia, in certi casi, aver impedito, a chi le stava a fianco, di capire la portata delle sue fatiche. 

 Quale il segreto di una personalità grande come la sua? Una fede profondissima, tanta preghiera e una devozione filiale particolare per Maria, che la chiamò in Cielo proprio nel giorno in cui ella era in attesa, come ogni mese, del messaggio di Medjugorie.   

TESTO BREVE DEL PROFILO  LETTO AL FUNERALE DI SR GIUSEPPINA da sr Delfina Schianchi

"Con la gioia nel cuore vi amo tutti e vi invito ad avvicinarvi

al mio Cuore Immacolato, affinchè io possa avvicinarvi ancora

di più al mio Figlio Gesù" (dal messaggio a Medjugorie del 26.05.13)

E' un po' imbarazzante per me parlare di Sr. Giuseppina, per il timore di ferire quel senso, in lei così forte, di riservatezza che la faceva restia ad ogni, sia pur meritatissimo, riconoscimento.

Ma non possiamo passare sotto silenzio una vita di fede profonda e di generosa dedizione al bene della sua Famiglia religiosa e dei tanti anziani soli, poveri e sofferenti, a cui ha dedicato il meglio di sé.

Non possiamo dimenticare i quindici anni trascorsi con l'incarico faticoso e complesso di economa generale e i dieci anni donati con straordinaria generosità alla zona di Monchio, in aiuto all'unico Parroco incaricato di ben 12 parrocchiette, che non poteva raggiungere da solo. Ce lo attesta la testimonianza apparsa sulla Gazzetta di Parma quando, nell'ottobre 2003, per motivi di salute, ha dovuto lasciare l'attività. Il titolo parla da solo: " Monchio abbraccia la suora dalle mille idee".

Fra l'altro vi si legge: "... La sua Panda bianca ... sfrecciava ogni giorno sulle strade di montagna con qualsiasi tipo di stagione per arrivare in quei luoghi sperduti dove Sr. Giuseppina quotidianamente trovava sofferenza e solitudine. ... La visita alle persone sole o sofferenti è sempre stata accompagnata da gesti concreti e da tanta speranza cristiana, che lei sapeva trasmettere durante brevi incontri. Si è dedicata anche all'insegnamento del catechismo ai ragazzi delle scuole e alla continua ricerca dell'approfondimento della fede con gli adulti...".

Quando , per salute dovette lasciare Monchio, non si diede per vinta e continuò una preziosa pastorale presso i malati e gli anziani di Monticelli.

Quale il segreto? Una fede profonda, tanta preghiera e una devozione filiale particolare per Maria, che la chiamò in Cielo proprio nel giorno in cui ella era in attesa di ascoltare il Messaggio di Medjugorie.

 

TESTIMONIANZA LETTA ALLA FINE DEL FUNERALE DI SR GIUSEPPINA SCRIVANI

Cara Suor Giuseppina,

nella nostra Parrocchia la sua scomparsa ha suscitato grande commozione. La voglio salutare cosi: "Una Signora Suora" sempre pronta ad un sorriso, ad una parola confortevole per tutti, una visita nelle nostre case per chi aveva bisogno e non. Senza mai far pesare il suo problema a nessuno. Per non parlare dei bigliettini che mandava a tutte quelle persone che riusciva a scritturarle la data del compleanno. Arrivava in punta di piedi nelle casa, per imbucarli nella cassetta della posta, senza disturbare nessuno, gesto e frasi indimenticabili. Tante persone le conservano per ricordo. Io li chiamavo le Farfalle di suor Giuseppina, perché erano di ogni colore e la piegatura che assomigliava ad una farfalla. Era sempre pronta attenta a collaborare nelle iniziative della nostra parrocchia, con contributi molto preziosi che la sua gente di montagna le offriva per noi. Dalla quale era molto apprezzata, e le volevano molto bene.

Grazie di tutto "suora" e buon viaggio. Si goda il suo meritato paradiso. Noi pregheremo per lei "sempre" e lei si ricordi di noi. . .

Rita Calzetti Pozzoli - parrocchia di Monticelli Terme