Nasce a Alleghe (BL) : 01.08.1915
Entra in Congregazione: 19.10.1945
Inizio Noviziato: 28.06.1946
Professione Temporanea: 02.07.1948
Professione perpetua: 02.07.1953
Deceduta a Villa Chieppi: 26.06.2011

"Se io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni agli altri".    (GV 13,14)

Una personalità, quella di Sr. Ida, forte e luminosa come le vette delle Dolomiti da cui ha tratto la sua origine e le caratteristiche del suo cammino di cristiana robusta e di consacrata, totalmente fedele alla sua vocazione di dono a Dio e ai fratelli.

Non amava parlare di sé, perciò sappiamo molto poco dei 30 anni trascorsi all'ombra dei suoi monti, prima di entrare in convento. Una cosa sola sappiamo con certezza: che viene da una famiglia povera, costretta ad emigrare ogni anno in Svizzera per lavoro, ma di fede adamantina. Scrive il suo papa, quando lei ha deciso la sua strada, che lui e la mamma "danno assoluto e incondizionato assenso" alla scelta della loro figliuola. Si suppone che la decisione, data la precarietà economica della famiglia, non sarà costata poco sacrificio. Anche questo pone Sr. Ida in stretta sintonia con i valori da lei assorbiti in famiglia.

Le caratteristiche dominanti della sua personalità sono: una fede adamantina, un senso molto forte della povertà, che la faceva essere austera con se stessa, una disponibilità all'obbedienza a costo di qualsiasi sacrificio, ma, soprattutto, un amore e una delicatezza senza limiti verso le persone affidate alle sue cure.

Non aveva titoli di studio in campo infermieristico, ma per tutta la sua vita di consacrata fu destinata all'assistenza agli anziani e ammalati. Fu all'Ospedale di Sissa, alla Casa di Riposo di Fontanelle, al pensionato di Casa Madre (da 1967 al 1988) e, dal 1988 al 1991, a Paderno del Grappa, per l'assistenza a Monsignor Filippin e alla sua domestica, entrambi in condizioni molto precarie. Scriveva al riguardo Mons. Filippin alla Madre generale: "Utilissima, necessaria e preziosissima è la Rev.da Sr. Ida, infermiera che esplica per me e per la degente Erminia de Marchi, delle funzioni che soino essenziali alla nostra salute e alla nostra longevità". Gli stessi sentimenti di ammirazione, di stima e di gratitudine manifestano coralmente quanti hanno ricevuto da lei queste attenzioni, o che hanno collaborato con lei nelle varie strutture in cui ha operato. Afferma una consorella che tutte le sere lavava i piedi alle signore del pensionato, prima che andassero a riposo, con una delicatezza e una attenzione indimenticabili.

Gli ultimi anni della sua generosa e preziosa esistenza hanno visto gradatamente diminuire le sue capacità operative e cognitive, ma, fino all'ultimo, tanta preghiera, mai un lamento e sempre un sorriso al posto del grazie che non poteva più dire a voce.

Sarà ora il Signore ad accoglierla nella sua pace per premiare tanta umiltà e generosa donazione di sé.