Nasce a Sant'Angelo in Vado (PU): 03.03.1914
Entra in Congregazione: 09.09.1937
Inizio Noviziato: 16.07.1938
Professione Temporanea: 02.07.1940
Professione perpetua: 15.08.1945
Deceduta : 17.04.2000

“Signore, amo la casa dove dimori

e il luogo dove dimora la tua gloria”(Sl 26,8)

 

Sr. M. Ida ci ha lasciato in silenzio, come era solita stare, e come certamente era suo desiderio.  

La mattina del lunedì santo aveva fatto la sua confessione in preparazione alla Pasqua e poi si era dedicata, come al solito alla preghiera e alla sua occupazione preferita: l’uncinetto. A sera la sua Pasqua era già consumata.

            La sordità, che da tempo si era fatta presente, aveva contribuito a metterla in atteggiamento di  continuo colloquio col Signore. Affezionatissima ai suoi  parenti, pregava per loro ed era felice quando qualcuno di essi le dava l’offerta per far celebrare la messa per i suoi morti.  Non era meno legata alla sua famiglia religiosa e ai suoi superiori, che ringraziava per averle aperto “ le porte di questo Istituto”.

            Aveva conosciuto le suore  a Sant’Angelo in Vado, suo paese di origine, e a 23 anni decise di diventare una di loro.

            Persona semplice e generosa, fu per tutta la sua vita religiosa dedicata al servizio di cucina, che amava e compiva con competenza. Fu presso il Seminario di Carpi, al Collegio Vittorio Emanuele e, in tre riprese, per complessivi 30 anni, nella cucina del Monastero di S. Giovanni a Parma. Qui lasciò il cuore.

            Quando la Direzione fu nella necessità di ritirare le suore per mancanza di  forze, ne soffrì grandemente e, poiché era passata nella vicina Casa Madre,  ogni giorno,, dopo aver partecipato alla messa della comunità, alle 10,30, andava nella chiesa del monastero benedettino e prendeva posto nel primo banco, per non perdere un sillaba della Santa Messa celebrata dai padri.

            Quando, alla notizia della sua scomparsa, è stata aperta la carpetta in cui erano racchiusi i suoi documenti, con sorpresa vi si trovò una lettera con scritto: “Da aprire dopo la mia morte” e all’interno: “Domando perdono se qualche volta sono stata occasione di sofferenza per le comunità  dove mi sono trovata per ufficio e a tutta la Congregazione” e alla fine, un desiderio: “Prego la Congregazione che i miei funerali siano fatti in S. Giovanni. Gesù saprà ricompensare. Grazie, grazie, grazie!”.

 Questo suo desiderio è stato appagato come l’ultimo saluto riconoscente che ella ha voluto offrire ai suoi Padri del Monastero ed è stato l’ultimo gradito dono che ha ricevuto da loro.