Nasce a : Bannone di Traversetolo (PR) 09.03.1931
Entra in Congregazione: 08.05.1950
Inizio Noviziato: 21.11.1950
Professione Temporanea: 21.11.1952
Professione perpetua: 02.07.1958
Deceduta a Hospital Piccole Figlie: 02.11.2017

mentre l’uomo esteriore si va disfacendo,

quello interiore si rinnova di giorno in giorno…”2 Corinzi 4,16).

Il 2 novembre 2017 è deceduta sr Iolanda Adorni. Nata a Bannone di Traversetolo (PR) nel 1931, era entrata nella Congregazione nel 1950, seguendo le orme delle quattro zie materne. Fece la prima professione nel 1952.

Diplomatasi infermiera e poi caposala, ha prestato servizio in varie strutture: Locarno-Clinica S.Chiara (CH), Manresa- Centro Hospitalario, Andorra- Centro Hospitalario, Casa per anziani “Don Domenico Gottofredi” di Roccabianca (PR), Santiago – Hogar Betania ed infine a Villa Chieppi.

Sr Gladys Lorca ne ha tracciato un breve profilo:

 

Tra le cose di Sr Iolanda c’è un biglietto volante con queste parole: “La mia vita non è finita. La mia vita è nuova a qualsiasi età. La mia vita è alla ricerca di Dio e devo incontrarmi con Lui” che mi sembra racchiudano al meglio la sua stessa vita. Posso dire, per quanto l’ho conosciuta, che queste non sono solo parole (per una che di parole ne diceva poche) ma hanno il peso di una intera esistenza racchiusa e sintetizzata al meglio qui.

La morte non l’ha sorpresa, da tempo si preparava a questo INCONTRO e non senza trepidazione.  Da quando è morta sr Teresa Carbognani, sua cugina, si sentiva la morte sempre più vicina; diceva spesso: “la prossima sono io…”. Da anni un tumore l’aveva strappata dalla sua penultima missione in terra cilena, dove si è inserita nella semplicità e si è fatta voler bene da tutte, dalle sorelle ai laici con cui ha collaborato nell’“Hogar Betania” come infermiera. Sì, il Cile è stato solo la penultima tappa, perché, nonostante la sua malattia, la sua ultima missione è stata tra le sorelle di Villa Chieppi, dove ha continuato a spendersi finché la sua salute glielo ha permesso. La sua malattia infatti non arrestava il suo desiderio di lottare, di servire, di esserci. Una sorella infatti sottolineava: “Per me era tanto che lei ci fosse!” Una presenza che non ha lasciato nessuno indifferente nemmeno in quella struttura.

Chi era sr Iolanda? Ho avuto la gioia di vivere accanto a questa sorella anche in Cile e di questa comunione e della sua testimonianza porto nel cuore un grande ricordo e una grande ricchezza.

Sr Iolanda era schiva di parole, timida, ma sempre pronta a servire con delicatezza e generosità. In comunità una presenza positiva e serena. Infermiera per quasi tutta la sua vita, impressiona la parentesi della sua vita in cui non ha fatto l’infermiera, quando ha vissuto a Puente Alto, Cile, in cui ha avuto anche il servizio della cucina, e dove si è improvvisata, si fa per dire, in questo nuovo compito con amore e creatività. Cercava infatti ricette nuove per fare piacere alle giovani che c’erano nel Noviziato in quel periodo. L’umiltà, il silenzio e la concretezza dell’esserci, erano, credo, la sua caratteristica. “La preghiera è presenza, ascolto, non sono le parole”, anche queste parole scritte su un altro biglietto penso che la ritraggano bene. Negli ultimi giorni mi confidava: “Adesso non riesco a pregare”. In realtà credo che la sua vita fosse diventata preghiera, non un lamento, non una pretesa, non un rimpianto, specie nella sua malattia, penso che in lei si compiva la parola di San Paolo che dice: “mentre l’uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno…”2 Corinzi 4,16).

Sr Iolanda grazie della tua vita donata e condivisa, ora siamo certe che sei andata ad allungare la lista di sorelle che godono la gioia dei beati, perché hanno amato e servito il Signore nei fratelli, e tutto grazie ad una ricca vita interiore. Mi viene spontaneo dire, guardaci da lassù!

Si potrebbe dire molto di più… ma la retorica è di troppo quando una vita è così eloquente… Grazie, sono felice di averti avuta come sorella!

Finisco citando un Santo cileno che sr Iolanda amava e leggeva molto, san Alberto Hurtado:

¿Y yo? Ante mí la eternidad. Yo, un disparo en la eternidad. Después de mí, la eternidad. Mi existir un suspiro entre dos eternidades.

¡Mi vida pues, un disparo a la eternidad! No pegarme aquí, sino a través de todo mirar a la vida venidera.

Traduzione:

Ed io? Di fronte a me l’eternità. Io, una freccia verso lanciata verso l’eternità. Dopo di me, l’eternità. La mia esistenza un sospiro tra due eternità.

La mia vita dunque, una freccia verso l’eternità. Non attaccarmi qui (a nulla), ma attraverso tutto, guardare la vita futura.