Nasce a Sant'Angelo in Vado (PU): 20.02.1939
Entra in Congregazione: 30.12.1956
Inizio Noviziato: 02.07.1957
Professione Temporanea: 02.07.1959
Professione perpetua: 02.07.1964
Deceduta a Villa Chieppi: 21.03.2011

Venite, benedetti dal Padre mio...
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere. (Mt 25, 31.35)

Sr. Iride è stata stroncata, all'età di 72 anni, da un male irreversibile, che ha saputo affrontare con coraggio e tenacia.

Nativa di S. Angelo in Vado provincia di Pesaro, rimase orfana di padre nei primi anni della sua vita. La mamma era tutto per lei, ma fu tale la forza della chiamata alla vita religiosa che ebbe il coraggio di lasciarla a soli 17 anni, dopo aver ottenuto con fatica il suo consenso. Benché giovanissima, da tempo coltivava in cuore il desiderio di entrare in Congregazione per seguire una chiamata a cui non poteva resistere. Lo esprime nella lettera in cui chiede di essere ammessa al postulato. In essa scrive tra l'altro: "Lo desidero tanto, nonostante la mamma non sia molto contenta; a volte debbo lottare, ma non mi perdo di coraggio... voglio farmi santa". La serietà di questa chiamata è confermata dal suo parroco, che testimonia: "E' sempre stata di irreprensibile condotta morale, eccellendo per serietà e modestia... Con la sua zelante attività nelle associazioni femminili di questa parrocchia, ha mostrato una spiccata attitudine alla vita apostolica".

La domanda fu accolta e, terminato il suo cammino di formazione, fu destinata a servire per tutta la vita il suo Signore, non in attività apostoliche varie, ma nel segreto di una cucina, sapendo che quel cibo, preparato con competenza e amore, era destinato a Lui attraverso i fratelli ammalati. Per ben 33 anni, infatti, fu cuciniera nella Clinica Santa Chiara di Locarno, dove imparò l'arte da una maestra eccellente quale era Sr. Carmen Grasselli.

Terminato nel 1995 il suo servizio a Locarno, passò a Trecasali, sempre come responsabile della cucina. Questa volta però non doveva più servire i malati, ma i piccoli della scuola materna e lo fece con competenza, spirito di sacrificio, amore e creatività, fino a che le forze gliele permisero.

Durante questo tempo dovette affrontare la prova più pesante della sua vita: la morte per tumore alla tiroide della sua adorata mamma. Il Signore però le concesse di poterla accogliere nella sua comunità a Trecasali, dove fu curata e assistita per tre anni, fino al suo traguardo nel 2003.

Intanto anche in lei iniziarono le fatiche del male che l'avrebbe distrutta, ma le affrontò con fede e coraggio, continuando a dare il meglio di sé.

Ora la pensiamo in quella pace che Gesù ha promesso a quelli che lo avrebbero assistito nei piccoli e nei sofferenti.