Nasce a Pegognaga (MN): 23.09.1917
Entra in Congregazione: 17.04.1937
Inizio Noviziato: 30.10.1937
Professione Temporanea: 30.10.1939
Professione perpetua: 15.08.1945
Deceduta a Villa Chieppi: 04.01.2009

“Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità”
(1 Gv 3,16)

Aveva 91 anni Sr Irma e da qualche mese era affetta da un male che la costrinse ad abbandonare il suo lavoro (una tela che stava dipingendo e che non potè terminare) e a lasciare Casa Madre, dove era ormai da alcuni anni e dove continuava a dipingere con creatività, buongusto, amore immenso all’arte, in cui rifletteva l’Autore del bello. Stava per recarsi a pranzo, si ritirò in camera per lavarsi le mani e cadde, senza un lamento, senza il minimo preavviso. Ci lasciò così, sorpresi e addolorati, ma con la convinzione che lei era pronta all’incontro.

Era entrata in Congregazione a 20 anni e manifestò subito una spiccata inclinazione all’arte, per cui, nel tempo della sua formazione, conseguì dapprima il diploma di Maestra di Scuola materna e poi di Diploma d’arte come scenografa presso l’Istituto d’Arte “P. Toschi”, a Parma. Già come studente fece parte della comunità della Scuola Casa Famiglia, a Parma, dove poi insegnò Storia dell’Arte e Disegno dal 1945 al 1994.

Era artista per dono, educatrice per missione. Sono innumerevoli le ex-alunne dell’Istituto Tecnico Femminile che ne ricordano le doti di insegnante e la carica di umanità con cui svolgeva il suo compito. Era esigente, ma amava tutte, sapeva tenere la disciplina senza mai alzare la voce, era libera da critiche e anche nelle contrarietà sapeva tirare dritto senza mai alterarsi.

La scuola era la sua vita, studiava tantissimo la storia dell’Arte e poi trascriveva a mano il percorso che doveva fare alla alunne in grossi volumi (una ventina), con un linguaggio adatto a loro e con la documentazione fotografica di ogni opera d’autore, affinchè nulla andasse perduto. Organizzava e guidava con entusiasmo le gite scolastiche, affinchè le sue giovani alunne contemplassero con ammirazione e competenza le opere d’arte di cui è ricca la nostra Italia. Era gelosa della sua aula, che arricchiva con tutto ciò che poteva servire a dare il massimo della serietà al suo insegnamento.

Ma non si accontentava di presentare le opere d’arte e di far conoscere i loro autori. Era lei stessa artista. Dipinse tanti quadri e restaurò numerose immagini sacre di chiese e palazzi, con tanta soddisfazione personale, ma senza pretese di successo. Una caratteristica del suo bel carattere era la capacità di dialogo, la serenità dei rapporti, la dignità del comportamento, mai scortese, mai risentito.

Queste doti divennero particolarmente apprezzate dagli anziani che, lasciato l’insegnamento, animò con tanta grazia e delicatezza, dapprima a Milano, nel Circolo Anziani della Parrocchia S. Maria alla Fontana, poi a Parma nelle visite a domicilio nella Parrocchia S.Croce, essendo tornata ad abitare a Casa Famiglia. Continuò la sua missione anche quando nel 2006, prese dimora in Casa Madre, dove rimase attiva e serenamente disponibile alla sua vecchia parrocchia fino a che il male sordo che portava dentro non la costrinse a sottoporsi alle cure del caso e a risiedere a Villa Chieppi, dove la struttura rispondeva meglio al bisogno. Qui le sorelle e le assistenti laiche, che l’hanno conosciuta e assistita, sono unanimi nel dire che non fece mai pesare la sua malattia, che mostrò sempre tanta gratitudine per le attenzioni di cui era fatta oggetto, che diede una testimonianza straordinaria di serena accettazione del suo stato. Una prova che la sua vita era pienamente ancorata in Dio, dalla cui intimità trovava senso e forza anche il cammino doloroso verso il traguardo.