Nasce a Mezzani (PR): 06.09.1913
Entra in Congregazione: 21.10.1934
Inizio Noviziato: 27.06.1935
Professione Temporanea: 02.07.1937
Professione perpetua: 26.07.1942
Deceduta : 27.10.2000

            “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” Lc 23,46

Sr. M. Isabella ci ha lasciato dopo poco più di quattro ore di dolorosa agonia, vissuta in piena lucidità e consapevolezza del suo imminente ingresso in Patria.

L’improvviso, gravissimo malore ha colto di sorpresa tutti e non sono valse le cure attente del personale della Casa di Cura, per attenuarne le conseguenze. Provvidenzialmente un Padre Saveriano di passaggio poté darle l’ultimo conforto dell’assoluzione e del Sacramento degli infermi e questo le fece pronunciare con gioia: “Ora se muoio vado in Paradiso!”

In piena lucidità ha desiderato questo momento, come si desidera un bene tanto atteso e per il quale si è spesa la vita. Crediamo proprio che il Signore abbia voluto coronare così una intera esistenza, vissuta al suo servizio con fedeltà e abnegazione costante.

Entrata in Congregazione nel 1934, conseguì il titolo di maestra d’asilo ed esercitò questa missione per due anni a Cesole (MN) e, dal 1941 al 1949, a Raossi e a Romagnano nel Trentino, dove la sua professionalità fu altamente apprezzata.

Nel 1949, dopo la morte di Sr. M. Gemma Nironi, ne prese provvisoriamente il posto all’Economato generale, essendo intelligente e incline a questo difficile compito, anche se non espressamente preparata ad esso.

Nel Capitolo generale del 1952 fu eletta Economa generale, carica che ricoprì fino al 1970. Durante il suo mandato fu affiancata da Madre Gina Provinciali, allora Vicaria, la quale fu l’ideatrice delle tante iniziative prese dall’Istituto per rispondere ai bisogni del tempo. Pensiamo alla nascita della Clinica Santa Chiara a Locarno, della scuola Anna Micheli a Roma, allo sviluppo della Casa di Cura a Parma.

Amava la sua famiglia religiosa più di se stessa e mantenne sempre anche una affettuosa vicinanza alla sua famiglia d’origine, con la preghiera e con la condivisione sentita delle gioie e delle pene che andava attraversando.

Sr. M. Isabella, prudente, intelligente, metodica e instancabile, fece la parte operativa e di ordinaria amministrazione, con grande senso pratico, fiducia nella Provvidenza, disponibilità.

Personalmente era poverissima, non pretendendo nulla per sé, ma attenta ai bisogni delle sorelle.

Donna di fede robusta, metteva al primo posto il suo rapporto con Dio, che viveva nel nascondimento, facendo diventare preghiera il suo sacrificio silenzioso. Aveva una spiccata devozione per Maria Madre di Consolazione e Provvidenza, presso la cui immagine, conservata in Casa Madre, sostava spesso in preghiera, preoccupandosi che non mancassero mai i segni di affetto e di devozione, come i fiori e la lampada accesa davanti alla statua e l’ordine dell’ambiente dove essa risiede.

Nel 1998, data la precarietà della sua salute che le impediva ormai di rendersi utile in Casa Madre, passò nell’infermeria di Via Po, non senza sacrificio, ma con piena adesione alla volontà di Dio. Lo possiamo dedurre da una sua lettera a Madre Gina, anch’essa ormai molto malata, nella quale apre il suo animo: “Mia carissima ed amatissima Madre Gina, che non posso e non potrò dimenticare, come anche lei mi dice: < Gesù oggi ci domanda e vuole questo distacco,…> sono perciò contenta di fare ciò che lui mi chiede…”. E verso Madre Gina portò affetto e venerazione fino all’ultimo. Una delle sue preghiere, prima di spegnersi a questa vita, fu proprio l’invocazione a lei, perché venisse a prenderla e l’aiutasse nel difficile passaggio.