Nasce a Castel S. Bovo (TN): 16.03.1927
Entra in Congregazione: 18.'9.1939
Inizio Noviziato: 18.10.1942
Professione Temporanea: 16.07.1945
Professione perpetua: 02.07.1950
Deceduta a Villa Chieppi: 10.10.2016

“Mio Dio ti canterò un canto nuovo. Suonerò per te, a te che dai vittoria al tuo consacrato”  Sl. 143

 

Sr. Libera Uccìa il 10 ottobre 2016 ha concluso il suo cammino terreno

Nata nel 1927 a Ronco di Canal San Bovo (TN) da famiglia profondamente cristiana a soli 12 anni, il 18 settembre 1939, entrò nella Congregazione, sradicandosi dalle sue “stupende Dolomiti trentine”, docile alla chiamata di Dio.

Trovava a Parma ad accoglierla, tra le altre suore, la zia Sr. Albina, poi Superiora generale. Fece la prima professione religiosa nel 1945.

Non è facile descrivere Sr. Libera per i suoi molteplici ricchi doni: fu tra le ragazze insegnante di musica e di religione nella Scuola Media e Istituto Tecnico a Casa Famiglia (PR) (1945-79), Responsabile delle juniori (1964-70), animatrice entusiasta e instancabile nell’USMI, FIES e Pastorale Vocazionale, a livello congregazionale, diocesano, regionale e nazionale. Si è spesa più possibile in ambito liturgico-musicale, educativo e formativo per le Religiose, per i giovani e per il popolo di Dio. Persona capace di affascinare con parole e scritti notevoli per l’afflato poetico, la sua nota di fondo era la passione e l’attitudine innata per il pianoforte e il canto con cui si elevava a Dio e trascinava anche gli altri con sé, con entusiasmo ardente e slancio “mistico”.

Lasciati questi servizi ha accettato il silenzio della comunità in Adana (Turchia) dove solo la presenza era possibile. Due anni intensi che le hanno raffinato il gusto alla preghiera. Poi il servizio in alcune piccole comunità, accanto ai bambini, alle famiglie, alla sua amata liturgia che si esprimeva in canto. Fra esse ricordiamo, in particolare, Carpineti, nel reggiano. Il parroco don Guiscardo Mercati ricorda come “la sua presenza è stata caratterizzata dall’attenzione alle famiglie con la tenerezza e fermezza di madre e dietro il suo portamento fiero e quasi nobile si celava un animo buono e capace di rapportarsi con tutti. La sua devozione a Maria era tutta cristocentrica, sostenuta dalla preghiera e dall’approfondimento biblico. Ringrazio Dio di averla incontrata sulla mia strada”.

Dal suo testamento spirituale un messaggio appassionato e “musicale”: “Grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di “DIGITARE” a tutto campo il mio servizio apostolico all’interno della mia comunità e in ambito ecclesiale […]: quanta musica di PASSIONE e di OPERE. Grazie a tutte le mie consorelle! Accompagnate il mio funerale con canti di gioia. Amen! Alleluia!”.

All’ultima comunione, portatale da una sorella alle prime luci del mattino, ha fatto precedere un lungo alleluia. Una vita, un canto.

Rendiamo grazie a Dio per questa “vita donata”, mentre lo preghiamo di renderla partecipe della grande “sinfonia” del paradiso, da lei tanto atteso.