Nasce a Calestano (PR): 20.12.1927
Entra in Congregazione: 26.04.1948
Inizio Noviziato: 21.11.1948
Professione Temporanea: 21.11.1950
Professione perpetua: 02.07.1956
Deceduta a Villa Chieppi: 17.05.2010

“Siate sempre lieti nel signore,
ve lo ripeto: siate lieti
la vostra amabilità sia nota a tutti...” Fil. 4,4-5
 
 

Chi pensasse che la consacrazione al Signore privi una donna della maternità, sarebbe smentito categoricamente dalla luminosa testimonianza della vita di Sr. Lucia.

Non una maternità fisica, limitata, ma una maternità estesa a centinaia di bimbi che, per situazioni svariate,erano privati delle calde attenzioni delle mamme  naturali.

Entrata in congregazione a 21 anni, Sr. Lucia manifestò subito la sua specifica vocazione di educatrice nei due anni dopo la professione temporanea passati a Goima (BL), nel convitto per i figli degli emigranti, con il ruolo di maestra di lavoro e a Panocchia sempre come maestra di lavoro.

Nel 1960-61, frequentò con successo, a Roma, il Corso per Educatrice attraverso il quale la sua naturale inclinazione al ruolo di madre fu arricchita di quella cultura specifica che si richiede a contatto col mondo dell’infanzia, specie se disagiata.

Nel 1965 tornò a Goima e questa volta come prima responsabile della formazione dei convittori che trovarono in lei quel calore e quella competente e serena decisione che serviva a colmare la lacuna della famiglia e a dare quel supporto educativo che esigeva la formazione umana e cristiana dei piccoli ospiti.

Vi rimase per 19 anni.

Nel 1984 il convitto di Goima cessò di esistere e Sr. Lucia passò a Dont ( BL), dove continuò la stessa opera fino al 1990, anno in cui anche da Dont si dovette ritirare la presenza delle suore.

Ma la missione non era finita perché a villa Santa Maria altri bimbi e bimbe, con situazione di disagio familiare, l’aspettavano a colmare le loro attese di vita vera e di affetto materno.

Qui la missione proseguì per altri 16 anni fino a che l’età e la saluta chiesero riposo.

Quali furono le doti che contrassegnarono il suo cammino?

Un carattere sereno, brillante, capace di amore senza misurare il sacrificio e di creare con i suoi ragazzi e con le sorelle un rapporto di fiducia e di stima reciproca da cui il frutto più autentico del suo donarsi senza riserve.

Sapeva entrare tanto nella psicologia dei suoi ragazzi da sembrare una di loro. Ne è prova, ad esempio il gusto per lo sport.

Non amava stare a lungo alla televisione a vedere le partite, anche perché aveva altro da fare, ma quando sentiva l’urlo per la vittoria, lasciava tutto e correva a condividere la gioia con vero entusiasmo.

Una caratteristica tipicamente sua era il sorriso, qualità che rimase inalterata fino all’ultimo suo respiro, anche nel tempo in cui sembrava scomparsa in lei ogni capacità cognitiva.

Alle sorelle e operatrici che l’accudivano e a quanti le rivolgevano una parola non poteva dire grazie, ma sempre solo, offriva il sorriso: l’ultimo suo dono che può qualificarla come “la suora del sorriso” a prova di una vita riuscita in pienezza.