Nasce a Suzzara (MN)  : 06.02.1925
Entra in Congregazione: 02.07.1945
Inizio Noviziato: 25.12.1945
Professione Temporanea: 21.11.1947
Professione perpetua: 21.11.1952
Deceduta a Villa Chieppi: 15.12.2013

"... ero malato e mi avete visitato"  Mt 25,36

Sr. Luigia, all’età di 22 anni, con la ferma determinazione del suo carattere, che sempre ha caratterizzato le sue scelte, decise di entrare a far parte della nostra famiglia.

                Aveva conosciuto le piccole Figlie all’ospedale di Suzzara e da qui è entrata in lei prepotentemente il desiderio di donare la sua vita al Signore per il bene dei fratelli. Questa sua aspirazione fu subito colta dalle sue educatrici che, già nel tempo del postulato, l’affidarono come aiuto infermiera alle sorelle che operavano in Casa di Cura.

                Nel 1950 conseguì il titolo di infermiera professionale e nel 1960 quello di abilitazione a funzioni direttive nell’assistenza. Questo iter formativo le consentì di realizzare il suo sogno in Casa di Cura dal 1955 al 1964, come infermiera di reparto e aiuto in sala operatoria. Nel 1964 fu destinata alla Clinica Santa Chiara a Locarno come caposala del reparto di Pediatria, ruolo che occupò sino al 1985, quando l’obbedienza le chiese di trasferirsi come superiora al Solarium di Gordola. Terminato questo mandato, tornò a Santa Chiara come infermiera della notte, fino al 1997, anno del suo definitivo addio all’amata Svizzera.

Dopo un breve periodo a Rapallo Villa Iolanda come infermiera per le sorelle anziane, passò in Casa Madre come infermiera nella Comunità Alloggio, dove fu attiva fino alla fine della sua lunga e operosa esistenza. Per tutta la vita, come era suo desiderio e come le aveva auspicato suo papà salutandola quando lasciò la famiglia, indossò sempre l’abito bianco, simbolo chiaro della sua identità di Piccola Figlia al servizio dei sofferenti.

Chi era veramente Sr. Luigia? Dal nonno materno di origine germanica e in particolare dalla sua mamma, aveva ereditato un carattere forte, talora impulsivo, ma che sapeva dominare decisamente, unendo alla fermezza nelle cose da compiere, la delicatezza del tratto e la serena collaborazione con quanti le vivevano accanto. Sapeva quello che doveva fare e non si lasciava condizionare dalle difficoltà. Non creava situazioni di scontro; era riservata, volitiva, pacificante. Era molto apprezzata dai medici e amata dalle mamme che per tanti anni ha curato nel reparto di maternità.

E’ stata attiva fino alla fine e ci ha insegnato a invecchiare con dignità, sempre protesa al bene degli altri e attenta a non far pesare i suoi limiti. Ce lo attesta l’ultima sua decisione. La notte prima di morire non volle che la sorella le rimanesse al fianco: “Vada a riposare, posso rimanere da sola”. Il Mattino dopo, serenamente chiudeva il suo iter terreno per entrare a far parte della comunità del Cielo.