Sr Alda Dall'Aglio

Nasce a Noceto (PR): 08.10.1919
Entra in Congregazione:  28.12.1945
Inizio Noviziato: 28.06.1946
Professione Temporanea: 02.07.1948
Professione Perpetua: 02.07.1953
Deceduta a Villa Chieppi: 25.08.2008

“Se qualcuno vuol venire dietro di me,…prenda la sua croce e mi segua”
(Mt 16,24)

Sr. Alda è nata a Noceto, ma gli anni della sua giovinezza li ha trascorsi a Soragna, dove la famiglia si era trasferita e dove gestiva un grosso podere. Qui, specialmente nei duri anni della guerra, diede prova del suo carattere di donna forte, volitiva, capace di affrontare il lavoro pesante con quella generosità che nasce dall’amore per la famiglia e dalla fede robusta che in essa aveva ereditato.

Il parroco Mons. Bruno Binini valorizzò ben presto i solidi principi della giovane e seppe forgiarla e guidarla con saggezza, affidandole la presidenza dell’Azione Cattolica.

A 26 anni, terminata la guerra, fece il suo ingresso in Congregazione, incoraggiata anche dalla sua amica Clotilde Ferri, più giovane di lei, ma in piena sintonia di ideali, tanto che decisero di iniziare insieme la nuova vita che doveva essere tutta per Dio e per i fratelli.

Aveva una cultura di base elementare, ma dotata di buona intelligenza e di carattere volitivo, seppe raggiungere un grado di maturità tale da poter svolgere con competenza mansioni molto diverse, quali quella di cuciniera, di aiuto educatrice nella scuola materna, di assistenza agli anziani in Case di Riposo e a domicilio, di catechista e maestra di lavoro in parrocchia. Nella comunità di Novi di Modena fu anche incaricata dell’insegnamento della religione nella scuola elementare.

Amava tantissimo la sua famiglia religiosa e si applicava con volontà adamantina ai vari uffici a cui l’obbedienza la destinava, sentendo la responsabilità di acquisirne la necessaria competenza, attraverso lettura, studio e aggiornamento adeguato.

Era donna di fede, di generosità e di dedizione esemplari. Esigente con se stessa e anche con chi collaborava con lei, per l’amore che nutriva al suo dovere e ai destinatari della sua missione.

Ricoprì il ruolo di responsabile in diverse comunità, lasciando ovunque il timbro della sua fede adamantina e della sua instancabile dedizione a quanti, giovani o anziani, sani o malati, le venivano affidati. E questo anche quando la salute incominciava a darle seri problemi.

Ma il Signore volle assimilarla fortemente al suo cammino verso la croce, quando, nel 2003, dovette abbandonare ogni attività, accettare l’invalidità completa e mutare la sua gioia di servire i fratelli nel grazie commosso verso le sorelle e il personale che dovettero prendersi cura di lei.

Questo fu certamente il tempo più duro della sua vita, ma anche il più prezioso, se valutato sullo sfondo di quel Gesù crocifisso, che aveva seguito con generosità e che amava riprodurre nella sua esperienza di consacrata. Sono stati, questi, anni di intensa preghiera e offerta, di riconoscenza e di amore verso chi l’accudiva, di impegno a mettere a frutto tutto quel poco di vitalità che le rimaneva. Leggeva con interesse i fatti della Chiesa e del mondo, per dare il suo contributo consapevole all’intercessione e alla lode a Dio, attraverso l’offerta per il mondo intero.

Rimase lucida e attiva in questo cammino irto di dolore e intriso di fede e di amore, fino a poche ore prima dal suo arrivo in Patria.

Non potremo dimenticare il suo sorriso e il suo esempio di fedeltà generosa. Ci aiuti dal Cielo a vivere con coerenza anche noi il sì che abbiamo detto al Signore della vita e ad essere, come è stata lei, testimoni dell’amore di Dio che salva.