Sr Amalia Maggi

Nasce a Corte dei Cortesi (CR): 19.05.1919
Entra in Congregazione: 30.12.1937
Inizio Noviziato: 16.07.1938
Professione Temporanea: 02.07.1940
Professione perpetua: 15.08.1945
Deceduta a Villa Chieppi: 28.02.2009

In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me”
( Mt 25,40 )

Ci ritroviamo qui, ai piedi dell’altare, per dire grazie al Signore di aver dato alla nostra famiglia e alla sua Chiesa, il dono di Sr. Amalia, che ora pensiamo ancora viva e attenta ai nostri bisogni da rimettere nelle mani del Padre, con quella forza maggiore che le viene dall’essere entrata nel suo Regno di luce e di pace.

Avrebbe compiuto fra poco 90 anni di vita, spesa tutta per gli altri; in particolare per i bambini e per le loro famiglie, ma senza esclusione di persone o di ruoli. Era madre per tutti!

Entrò in Congregazione a 18 anni nel 1937 e, dopo aver conseguito il diploma di maestra di scuola materna, iniziò un iter di madre- educatrice che ebbe termine – si fa per dire – solo un paio di anni fa, quando la Congregazione fu costretta a ritirare le suore da Brescello, in cui era presente da 20 anni, per 18 dei quali nel ruolo di superiora, oltre che di responsabile della scuola materna.

Il primo grande impatto con una vita da donare totalmente, senza riserve, lo ebbe a Villa Minozzo, dove la Congregazione, in piena guerra, accettò di inviare una comunità per la gestione della scuola materna. Ben presto si scatenò un terribile conflitto tra tedeschi e partigiani, in cui le suore furono coinvolte pienamente fino a condividere il dramma della popolazione e a farsi tramite, a loro rischio, della salvezza di quanti erano ammassati nella chiesa, l’unico luogo rimasto dopo la distruzione del paese. Sr. Amalia era la suora più giovane, poco più che ventenne, ed ebbe il coraggio, come le sue consorelle, di sfidare la morte quasi certa, pur di non abbandonare la loro gente.

Nel 1948 fu trasferita a S. Croce di Carpi come superiora e da lì, sempre con questa responsabilità, passò a Baiso, a Trecasali, a Cividale Mantovano, a Parma S. Leonardo, a Soragna e infine a Brescello, che diventò il luogo della sua missione definitiva.

Il passaggio a Villa Chieppi nel 2007 la trovò pronta alla volontà di Dio e disponibile ad aiutare le sue sorelle, come meglio poteva, fino all’ultimo.

Sono tantissime le testimonianze di affetto, di stima e di gratitudine che ne tratteggiano la personalità. Ne citiamo solo alcune.

Quando lasciò Soragna, sulla Gazzetta di Parma ne comparve un profilo, a firma di Bruno Colombi, che tra l’altro diceva: “Quella di Sr. Amalia è stata nel nostro paese una presenza attiva, fatta di fede cristiana e di costante impegno nella sua attività didattica, vissuta con senso di consapevole responsabilità e grande predisposizione verso i numerosi bambini a lei affidati e le loro famiglie, per le quali era sempre valido punto di riferimento. Un servizio svolto in silenzio, nell’esemplarità di un comportamento riservato, ma chiaro e deciso nelle sue linee operative, finalizzato ad intenti educativi e formativi insieme, e caratterizzato da una bontà d’animo e da una mitezza di carattere che hanno saputo accattivarle meritatissima ampia stima e considerazione fra la gente del luogo e negli ambienti della parrocchia”.

Significativa l’affermazione convinta di un giovane: “Sr. Amalia mi ha accompagnato nell’adolescenza e nella giovinezza infondendo nel mio spirito e nel mio cuore i principi religiosi”.

 E commovente la gratitudine di una signora che attraverso il suo aiuto ha cambiato vita:

“Carissima Sr. Amalia, Grazie di vero cuore per tutto quello che hai fatto per me e per la mia famiglia. Grazie di avermi ascoltato nei momenti più brutti della mia vita, dandomi buoni e preziosi consigli e in particolare: Grazie di avermi fatto ritrovare la fede,che purtroppo avevo perso… Ritrovando la fede in Dio, ho ricominciato a venire in chiesa e soprattutto a pregare, cosa che per tanti anni non avevo mai più fatto.

E perché non citare lo splendido album offerto alle suore di Brescello, e a lei in particolare, con il grazie di tutti gli abitanti del paese documentato dalle foto dei giovani, di tanti giovani, che portano in cuore il suo affetto e la sua carica di fede e di speranza?

Anche noi, oggi, le diciamo grazie e l’affidiamo nelle braccia del Signore della vita perché continui a volerci bene e ci aiuti a crescere nell’amore, come ha saputo fare lei.