Sr Clementina Campigotto

Nasce a Castelmassa (RO): 17.06.1931
Entra in Congregazione: 27.12.1948
Inizio Noviziato: 20.07.1949
Professione Temporanea: 02.07.1951
Professione perpetua: 02.07.1956
Deceduta a Villa Chieppi: 07.03.2008

O Dio, Tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di Te ha sete l’anima mia, a Te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua.
(Sl 62,2)

In un foglietto di carta bianca che avvolgeva una toccante immagine del Crocifisso, era scritto:

Sento l’Ora che mi chiama. Che vorrà Gesù da me? Vorrà che mi ricordi che morì in croce per me”.

Poche parole, ma molto significative per cogliere la profondità di un’anima umile, semplice, ma innamorata del suo Signore, che la stava aiutando a percorrere con Lui l’ultimo tratto della sua vita donata.

Sr. Clementina era entrata a 17 anni dopo aver partecipato all’Azione Cattolica, di cui conservava fedelmente la tessera di iscrizione. La famiglia – papà, mamma e un fratello – deve essere stata di ottimi sentimenti, se il papà, in una lettera due anni dopo la sua entrata, scriveva: “Sono proprio contento. Tua mamma è ritornata tutta felice perché ti ha trovato tanto bene e poi, a quanto mi ha detto, fai anche tanto bene. E ciò è una bella consolazione per noi genitori”.

E la mamma in una lettera in occasione della sua rinnovazione dei voti scriveva tra l’altro:

“So che fra pochi giorni è la festa dello sposalizio della nostra cara Madre Maria Santissima. E in quel giorno so che rinnovate i santi voti… Io prego per te, in modo tutto particolare, affinché rinnovi con tanto fervore di volontà la tua consacrazione a Dio. Sì, prego che il Signore ti faccia sempre più buona, più santa, ti renda meno indegna dello Sposo divino”.

Questo auspicio della sua mamma deve essersi veramente realizzato in lei, se proviamo a ripercorrere la sua vita ascoltando la testimonianza di quanti hanno avuto la fortuna di viverle accanto.

Negli anni della sua formazione ha conseguito la licenza media nel 1955 e nel 1961, a Roma, ha frequentato il Primo corso della Scuola di formazione psicopedagogia per educatrici, organizzato dalla FIRAS. Acquisì inoltre una eccellente abilità in cucito e ricamo, che le consentì di esercitare in diverse comunità il ruolo specifico di maestra di lavoro, ma soprattutto di educatrice attenta, serena e amorosa di centinaia di giovani. La ricordano con tanto affetto e stima a Trecasali, Gualtieri, Mezzana in Val di Sole, Soragna..

Ma il periodo più ricco e prezioso della sua vita di religiosa educatrice, fu quello che trascorse per 20 anni (dal 1971 al 1991),a Villa Santa Maria, responsabile , come educatrice, di un gruppo di bambine bisognose di respirare il clima sano della famiglia, per crescere in modo armonico, anche se in situazione umanamente di disagio. Qui veramente Sr. Clementina fu a pieno titolo mamma e come tale l’ hanno amata e la portano in cuore, anche dopo tanti anni, le giovani da lei aiutate a crescere serenamente come donne e come cristiane. E’ commovente che alla notizia della sua scomparsa, qualcuna abbia avuto la stessa reazione che provoca la perdita della mamma naturale.

Ma come faceva a farsi tanto amare? Era umile, serena, trasparenza di una vita riuscita, grazie ad una fede forte e ad un senso vivo della presenza di Dio in lei.

Le consorelle sono unanimi nel dire che era molto dolce, assetata della Parola di Dio, sempre disponibile, sempre sorridente, amante della preghiera in cui trovava la gioia dell’incontro con Dio, che lasciava trasparire a chi le viveva accanto.

Eppure, come temperamento, era piuttosto incline alla depressione; si sentiva sempre inadeguata al ruolo che doveva svolgere; ma ne usciva attraverso l’incontro col suo Signore.

Particolarmente duri furono gli anni in cui visse il declino e la morte della sua mamma,a cui era affezionatissima, e del cui soffrire si faceva carico in prima persona.

La sua fragilità a livello di salute iniziò proprio in quel periodo, una decina di anni fa. Ciò non le impedì di spendersi generosamente ancora nella parrocchia di Villa Minozzo, dal 2001 al 2007.

L’ultimo tratto del suo viaggio verso la patria, lo trascorse a Villa Chieppi, che considerava un dono del Signore, per l’opportunità di stare con più intensità in rapporto con Lui.

Ora l’anelito più forte della sua vita ha trovato la pienezza nell’incontro e certamente saprà parlare a Lui di noi, perché continuerà a volerci bene.