Sr Gabriella Mosna

Nasce a Romagnano (TN): 07.04.1921
Entra in Congregazione: 25.11.1946
Inizio Noviziato: 02.07.1947
Professione Temporanea: 02.07.1949
Professione perpetua: 02.07.1954
Deceduta a Villa Chieppi: 15.07.2009

Quale gioia quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore!”
(Sl 121,1)

Era un sogno coltivato da tempo quello della giovane Gabriella: farsi missionaria nell’Istituto Comboniano dove già militavano la sorella Suor Lanfranca (1911-2006) e il fratello Padre Alberto (1913-1983). Ma “l’uomo propone e Dio dispone”, scriveva alla Madre nella domanda di entrare nelle Piccole Figlie. Il suo direttore spirituale le indicò come volontà di Dio questa altra strada e lei, piena di fede, seguì il consiglio.

All’età di 25 anni, nel 1946, lasciò Romagnano e venne tra noi, con la speranza, mai spenta, di divenire missionaria.

Conseguì il diploma di maestra elementare, che la vide educatrice gioiosa e intraprendente, per alcuni anni a Casa Famiglia. Poi altro curriculum di studio per conseguire il titolo di assistente sociale.

Nel frattempo l’Istituto maturò la realizzazione del desiderio del Fondatore di vedere le sue figlie apostole anche in terra di missione. La prima tappa, consigliata dal S. Padre, fu l’America Latina. Sr. Gabriella non esitò a proporsi per dare inizio alla nuova missione e scrisse decisa alla Madre: “Mentre rinnovo la totale donazione alla mia cara congregazione, io, Sr. M. Gabriella Mosna, chiedo di essere annoverata tra le Suore che partiranno per prime per l’oltre oceano”.

La domanda fu accolta e nel 1961 partì con tre consorelle verso il Cile, con destinazione Rancagua, presso l’”Hogar de Ninos” gestito dai Padri Guanelliani. Vi rimase due anni con l’incarico di responsabile della comunità occupata nelle attività domestiche a favore dei cento ragazzi ospiti e della comunità dei Padri.

Nel 1963 fu incaricata di aprire, con altre due consorelle, un’opera in Santiago, più consona alle sue attitudini: una scuola elementare nel quartiere di Quinta Normal. Vi rimase fino al 1967 e poi finalmente passò a Rivera dove, con grande competenza e zelo, guidò la scuola che l’avrebbe vista Direttrice intelligente e attenta, fino al 1984.

Dal 1984 al 1993, fu a Pudahuel dove, insieme a Sr. Lucia Martini e con il mandato di Delegata e Legale rappresentante per il Cile, che ricoprì per 24 anni (luglio 1974-1998), diede vita alla stupenda scuola “Madre Eugenia”, che fu un polo di rinascita per uno dei più poveri quartieri di periferia, in cui le scuole praticamente non esistevano.

Nel 1994 la Direzione accettò la richiesta di offrire una piccola comunità alla Nunziatura Apostolica. Qui Sr. Gabriella svolse il ruolo di responsabile e di aiuto nell’economato e nella segreteria.

Da questo curriculum si intuisce che Sr. Gabriella era donna intelligente, attiva, intraprendente. Ma alla base di tutto questo dobbiamo sottolineare alcune caratteristiche tipiche: una grande fede, alimentata dalla preghiera e da uno stile personalmente austero; un carattere allegro, gioioso, sempre pronta a sdrammatizzare con una battuta umoristica anche i momenti più delicati e difficili. Questa nota, tipicamente sua, l’accompagnò sempre e le permise di creare ovunque un clima di serena fraternità. Seppe portare un’ondata di spirito di famiglia anche nell’austero ambito della Nunziatura. Ogni sera infatti il Nunzio e i suoi collaboratori passavano in comunità per augurare la buona notte alle suore e per prendere sollievo dalla serietà onerosa dei loro impegni con le barzellette sempre nuove e ben azzeccate di Sr. Gabriella.

Il suo rientro in Italia nel 2006, per motivi di salute e di età, non cambiò il suo stile sereno e gioioso, ma le consentì di intensificare la sua intimità col Signore, che coltivò con amore entusiasta sino alla fine.

Altra nota, che caratterizzò la sua lunga vita di consacrata, fu la stretta comunione che sempre mantenne con le sue superiore e la gratitudine che nutriva per le sorelle che l’accudivano nella sua infermità.

Con la sua morte si è chiusa un’altra pagina di vita vera e bella nella storia della nostra famiglia, che ci incoraggia a guardare con fiducia al futuro.