Sr Imelde Varesi

Nasce a Lupazzano di Nev. Arduini (PR): 06.02.1925
Entra in Congregazione: 23.09.1939
Inizio Noviziato: 24.10.1940
Professione Temporanea: 18.10.1942
Professione perpetua: 02.07.1948
Deceduta a Villa Chieppi: 04.02.2008

“L’anima attende il Signore più che le sentinelle l’aurora”
(Sl.129,6)

Sr. Imelde si è spenta all’antivigilia del suo 83° compleanno, dopo un calvario penosissimo che, senza toglierle completamente la conoscenza, le impediva di esprimersi, se non con un grido, che difficilmente lasciava trasparire ciò che passava nel suo intimo. Siamo certe però che la partecipazione alla preghiera della comunità l’accompagnò fino alla fine, come dimostrò il cenno di assenso alla domanda se gradiva il Sacramento degli Infermi. Le sorelle che l’accompagnavano in quel momento hanno avuto la netta sensazione che fosse consapevole dell’incontro ormai imminente con lo Sposo della sua anima.

Era entrata in congregazione giovanissima, come probanda e, appena raggiunta l’età canonica, avviò l’iter formativo verso la professione, che emise all’età di 17 anni.
Si manifestò subito come persona intelligente, ma discreta, giudiziosa, amante del dovere, che sapeva compiere con generosità, senza distrazioni e senza ricerca personale, attenta all’osservanza e al compimento esatto di quanto l’obbedienza le chiedeva.

Entrata con la licenza elementare, non ambì lo studio, ma nel 1960, accettò di conseguire la licenza media per rendersi più idonea al servizio cui era destinata.
Dopo esperienze come cuciniera, portinaia, aiuto nella scuola materna in alcune comunità, conseguita la licenza media, fu tra le suore che aprirono la comunità di Santa Maria alla Fontana a Milano, dove rimase per 15 anni, svolgendo il ruolo di catechista, assistente nell’oratorio e nel doposcuola, oltre che responsabile della cucina per la comunità. In questa parrocchia lasciò il segno, per la sua disponibilità, per la cordialità, sincera e discreta con cui accostava le persone, per il suo amore alla vita della parrocchia e per la sua fedeltà di religiosa, sia alla preghiera come agli impegni comunitari.

In seguito ebbe l’incarico di responsabile nella comunità di Goima (TR), dove si segnalò per l’attenzione materna verso i giovani figli di emigrati, che venivano accolti nel collegio nel tempo in cui i genitori erano all’estero..

Fu pure superiora a Roma, nella comunità di Piazza Trento, al servizio delle signore anziane ospiti nella casa e infine, nel 1992, passò a Porporano con l’impegno di sagrestana e di responsabile della cucina e della sala pranzo per gli ospiti. Qui particolarmente attento fu il servizio ai sacerdoti, per i quali nutriva autentica venerazione e che accostava con cuore di figlia e di madre allo stesso tempo.
In comunità era sempre in prima linea nella preghiera e nella partecipazione agli incontri, in cui sapeva essere portatrice di contributi positivi e rasserenanti, benché fosse piuttosto austera e fedelissima all’osservanza della Regola, che amava come pilastro della sua vita.

Il declino fisico ebbe inizio nel 2004 con una caduta che le provocò la frattura del femore e che la costrinse ad un periodo di convalescenza a Marola. Questo passaggio le costò molto, perché le toglieva la possibilità di rispondere a quel suo bisogno di servire senza sosta, nei tanti ambiti in cui c’era bisogno.
Rientrata da Marola, essendo ormai galoppante il suo declino psicofisico, passò in casa madre con le sorelle anziane e poi a Villa Chieppi, dove si compì il tempo più difficile della sua vita, ma dove non le mancò l’affetto e l’aiuto amorevolmente fraterno delle sue sorelle.

Sr. Imelde non ci ha lasciato particolari testimonianze, oltre la splendida coerenza di vita vissuta con generosità singolare e tanta umanità e apertura ad ogni bisogno dei fratelli. Un piccolo segno però di quello che costituiva la radice del suo vivere come religiosa “Piccola Figlia”, l’abbiamo scoperto casualmente nell’unico taccuino ritrovato nella sua camera. La datazione parte dal 2004 , l’anno in cui ha avuto inizio il suo declino. Stralciamo alcune espressioni particolarmente significative.

1° maggio 2004“Gesù, perdono e misericordia… aiutami a credere al tuo amore. Aiutami a scoprire quanto mi ami. Tu devi essere il mio Tutto. A te devo ogni cosa. Sii tu la mia gioia, la mia pace. Tu sei bontà infinita.
Maria, Madre mia, conducimi a Gesù, donami fiducia. Da te attendo amore e fiducia per trovare Gesù e vivere con Lui ogni momento della mia vita…”

4 maggio – “Maria, Madre del mio Salvatore, confido nel tuo grande potere su Gesù, mostrami la sua misericordia, il suo amore per me. Rimani in me, Signore, senza di te non posso niente…”

9 maggio“Tu, Signore, mi basti; Tu solo mi devi bastare. Tu sei tutto per me. Voglio vivere per Te, per Te solo. Accetta, Signore la mia offerta, sono tanto debole, ho tanto bisogno del tuo aiuto… Ti offro la mia volontà di bene anche se sempre non riesco. La tua misericordia è più grande della mia miseria…”

Senza data - “Signore. Tu mi cerchi, fa che io mi lasci trovare e viva con Te e per Te… Il mio profondo silenzio è la tua parola. Parla, Signore, la tua serva ti vuole ascoltare. Tu puoi tutto, mi affido a Te. E’ solo nel silenzio che mi puoi parlare. La tua parola è la mia vita. Rendimi capace di ascolto . Sei Tu, Signore, tutto per me. Quanta gioia e serenità quando penso a Te, quando mi sento tua. Tu sei la sorgente di ogni mio bene..Signore, Tu solo, Tu sempre, Tu in tutto…Tu sei l’unico mio bene… Il tuo amore sazia il mio desiderio di essere tua e ogni cosa è per Te”

Nella pagine che seguono si ripete senza interruzione questo “Tu a tu”, in cui si riassume tutta la sua vita interiore. Sembra di percorrere l’iter di due innamorati che si guardano negli occhi e che non sanno dire altro che: “ ti amo, amami”. Il dialogo continua fino al 2006.

15.05.2006“Dio è amore e perciò mi ama… Quanto sei grande, mio Dio, nel tuo amore per me; non ti sei risparmiato, mi hai dato tutto; mi hai dato te stesso. Grazie! Aiutami a corrispondere a questo tuo amore! Aiutami a capirti per esserti grata per tutta la vita”

18.07.2006 – “Tu solo, Signore, sei l’unico mio bene. A Te mi affido, donami pace, serenità e generosità. Tu sempre, in tutto. Tutto è per Te.
Gesù, solo Gesù!”.

E’ questa l’ultima annotazione, ma siamo certi che il dialogo, nella sua essenzialità ha continuato fino all’ultimo suo respiro.