Sr Ines Benecchi

Nasce a Berceto (PR): 18.01.1922
Entra in Congregazione: 25.08.1941
Inizio Noviziato: 26.07.1942
Professione Temporanea: 16.07.1945
Professione perpetua: 02.07.1950
Deceduta a Villa Chieppi: 19.08.2008

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”
(Mt 5,3)

“Vengono per essere le serve di poveri, dove ripongono tutta la loro gloria e la loro grandezza”. Così il Fondatore presentava le sue suore destinate all’ospedale di Fontanellato. Così si può dire della vita di Sr. Ines, trascorsa tutta nell’umile e faticoso servizio della cucina, in case diverse, ma sempre con la gioia di fare del servizio la sua preziosa e umile missione.

Era nata a Bercelo nel 1922 e l’attrattiva a seguire il Signore in questa nostra famiglia, deve essere entrata nel suo cuore da tempo, incoraggiata anche dall’esempio della cugina Benigna Barattieri, che fu per un certo periodo a Bercelo. Scriveva infatti, nel 1941, alla Madre generale: “E’ ormai giunto il momento in cui vi domandi se anch’io possa sperare di poter far parte del numero delle vostre figlie. Cresciuta qui tra questi monti da 19 anni, tra la semplicità di queste persone di montagna, ai piedi della Madonna e sotto la sua protezione, il Signore mi ha fatto sentire la sua voce degnandosi di farmi dono della vocazione”. Il parroco accompagnava la domanda con questa affermazione: “… Ha sempre tenuto una condotta esemplarmente cristiana, dimostrando inclinazione allo stato religioso”.

E la chiamata era davvero autentica, se una delle caratteristiche più evidenti della sua personalità era proprio la gioia della sua vocazione.

Di carattere sereno, sapeva stringere rapporti di amicizia con quanti la frequentavano, tanto che, dopo i numerosi trasferimenti di casa, non era raro che amici e conoscenti la raggiungessero per tenere aperto quel contatto semplice e sereno che aveva saputo coltivare.

Era esperta cuciniera e in questo servizio ha impiegato tutte le sue forze, talvolta con sacrificio notevole, di cui, al termine del suo percorso, soleva ricordare la fatica e la gioia che derivava dal farsi dono agli altri.

Le comunità in cui ha operato sono state soprattutto i due seminari di Parma e le case della Congregazione in cui la cucina era particolarmente impegnativa: la Casa Madre, il Noviziato, Roma P.za Trento e Anna Micheli, Rapallo e tante altre simili, per impegno e responsabilità

Di pietà semplice, ma convinta, aveva una devozione particolare per S. Giuseppe, a cui ricorreva abitualmente per ottenere aiuto. Amava molto il canto, a cui partecipava con entusiasmo, e la musica Ammirava le virtù che notava nelle sorelle e quando venivano meno, chiedeva al Signore di poterle acquistare anche lei. Di carattere talvolta un po’ impulsivo, sapeva subito riacquistare serenità e pace.

Benché fortemente inserita nella sua amata famiglia religiosa, mantenne legami affettuosi con la sua famiglia d’origine, in gran parte trasferita in America per lavoro.

Gli ultimi anni furono provati dalla malattia e dalla mancanza di autosufficienza, ma seppe sempre mostrare gratitudine per chi la curava o le faceva dono di una visita.

Una vita semplice, operosa,fedele e serena, che si mantenne tale fino alla fine, consapevole che il traguardo a cui si avvicinava era il vero obiettivo di tutta la sua operosa esistenza.