Sr Ines Mondi

Nasce a Soragna (PR): 08.10.1913
Entra in Congregazione: 21.11.1939
Inizio Noviziato: 02.07.1940
Professione Temporanea: 26.07.1942
Professione perpetua: 02.07.1947

“L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente, quando verrò e vedrò il volto di Dio?”
(Sl.42,2)

E’ molto bello, per stendere un breve profilo di Sr. Ines, sentire da lei stessa la splendida storia della sua vocazione.

Nata in una famiglia con solide basi cristiane, avvertì fin da giovanissima l’attrattiva verso la vita religiosa, ma il cammino fu lungo e provato. Da postulante, a Corte dei Cortesi, scriveva a Madre Albina una lunga lettera, in cui descrive minuziosamente il cammino di grazia che l’ha portata alla decisione.

“La vita religiosa mi attraeva, vi era però in me molta incertezza se era o no una chiamata del Signore. Pregai molto Iddio che mi mandasse un direttore per aiutarmi in tale difficile decisione. In un primo tempo scelsi Monsignor Savazzini… forse non sapevo esprimermi, ma non mi sentivo tranquilla. Intanto gli anni passavano e nella mia mente si andava formando una concezione vera della vita religiosa. Nel 1937 ebbi una duplice grazia da Gesù: fare gli esercizi spirituali, che mi svelarono il mondo soprannaturale, e incontrare il nuovo direttore dell’anima mia… Da quell’epoca ebbi sempre una grande lotta interna… Manifestai i miei dubbi al confessore, il quale per un anno mi negò risolutamente il suo consenso… Godevo – direi quasi- della sua decisione. Ma Gesù internamente mi sussurrava di volermi tutta e unicamente per sé… Nel gennaio 1939, feci con ardente fervore una novena al Sacro Cuore, supplicandolo di togliermi dall’incertezza, attestandogli di voler mille volte morire piuttosto che non fare la sua volontà. Egli esaudì la mia preghiera e mi rivolse ben chiaro il suo dolce invito: “Se vuoi essere perfetta, lascia tutto e seguimi”. Sostenni una lotta tremenda; la carne reclamava i suoi diritti, la grazia lavorava in me. La vita religiosa mi spaventava immensamente con le sue rinunce, specie quelle del cuore. Abbandonare la famiglia mi pareva un dolore insostenibile…Solo Gesù conobbe il mio tormento, ma fu misericordioso verso la sua piccola bimba e la salvò”.

E dopo molti anni di vita religiosa le sgorgò dal cuore questa preghiera che annotò in un taccuino: “Se penso al mio passato, ai primi giorni della mia vocazione, non mi basterebbero tutti gli anni che ho trascorso per renderti un perenne grazie per la pazienza, l’amore, con cui hai ricolmato la mia esistenza prima che da parte mia pronunciassi: Eccomi. Poi una catena ininterrotta di grazie, di favori celesti, di predilezioni”.

E’ incominciato così il suo cammino di consacrata che la vide spesso in prima linea nel servizio generoso, attento, sereno e rasserenante verso le sue sorelle e verso i tanti bimbi e giovani di cui fu educatrice eccellente.

Nel 1943 conseguì il diploma di maestra di scuola materna. Il 2 luglio 1947 emetteva la sua professione perpetua e tre giorni dopo andava come superiora a Cesole (MN).E’ significativa, per capire lo spirito con cui ha oprato in questa prima tappa del suo servizio come responsabile, la lettera del Parroco in cui fra l’altro si legge: “La sua partenza ha lasciato un sincero dolore in tutti, ma specialmente fra le giovani… Cesole è un paese assai difficile. Non v’è una tradizione cristiana, anzi v’è proprio il contrario. L’ambiente poi, con tutte le vicende politiche che attraversiamo, è saturo di contrasti fino all’esasperazione. In mezzo alle difficoltà, alle ostilità, alle incomprensioni, la partente ha saputo operare bene e lasciare grato ricordo”.

Successivamente Sr. Ines è passata, come superiora, ad Arten (BL), a Suzzara con le orfane del collegio, a Cividale (MN), a Trecasali (PR), a Castellina (PR) e, dal 1986 al 1991, a S. Secondo.

In seguito fu maestra di scuola materna a Concordia e in aiuto, sempre alla scuola materna, al collegio Santa Maria.

Sono varie le testimonianze di stima e di affetto dalle varie opere; ne citiamo solo alcune.

Il Presidente del Patronato Scolastico di Fonzaso(BL) scrive tra l’altro:”Il suo trasferimento in altra sede ci ha privato di una intelligente collaboratrice. I bambini hanno sempre trovato in lei una madre affettuosa, gentile, comprensiva, sempre pronta a capire e a perdonare la loro inevitabile vivacità”.

Da Castellina di Soragna, il 27 giugno 1985, le mamme dei suoi bambini scrivono esprimendo il loro rammarico per il trasferimento: “Negli anni trascorsi qui ha lasciato un’impronta indelebile di grande generosità, umiltà e soprattutto di amore verso i nostri bambini”.

Da queste testimonianze si può chiaramente comprendere quale sia stato lo stile e l’anima di una missione sempre tutta orientata a diffondere con la vita la bontà del Signore, alla cui intimità non ha mai cessato di ispirarsi con ardore. E’ emblematico al riguardo il suo ardente desiderio dell’incontro col suo Signore, che negli ultimi tempi della sua lunga esistenza andava spesso esprimendo con l’ansia dell’attesa: “Quando verrà il Signore? Lo desidero tanto!.”.

Ora il traguardo è raggiunto e certamente ad accoglierla con gioia nella Patria ci saranno state la mamma, vissuta cristianamente per ben 101 anni, e la sorella Felicina, che ha condiviso con lei la ricchezza del carisma della congregazione come sorella laica.

E’ una pagina di storia luminosa della nostra famiglia, che ci incoraggia a proseguire con fedeltà sulla pista sicura di quante ci hanno preceduto.