Sr Marisa Mori

Nasce a Subbiano (AR): 21.06.1930
Entra in Congregazione: 20.05.1965
Inizio Noviziato: 02.07.1966
Professione Temporanea: 02.07.1968
Professione perpetua: 08.09.1973
Deceduta a Villa Chieppi: 04.10.2008

Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
(Mt. 11,26)

Signore, che cosa vuoi che io faccia? Deve essere stata questa la preghiera più sentita e più ripetuta dalla nostra sorella negli anni della sua giovinezza. Ma la risposta non sempre è pronta.

Il Signore ha le sue vie, per noi imperscrutabili.

Sr. Marisa proveniva da Subbiano, un paese della Toscana, in provincia di Arezzo, da una famiglia “sana, cristiana, praticante”, come scriveva il suo parroco alla Madre generale. Era assidua alla vita sacramentale, collaborava alle attività parrocchiali e per un certo tempo pensò che la sua vocazione fosse la famiglia. Ma ben presto capì che non era quella la risposta che attendeva.

Un giorno si recò a Tabiano per cure e lì si accese la scintilla. Incontrò una Piccola Figlia: Sr. Dora , con la quale si instaurò subito un clima di amicizia. Dal dialogo con questa sorella capì finalmente che cosa il Signore voleva da lei.

Entrò in Congregazione nel maggio del 1965, all’età di 35 anni. Le sue compagne di turno erano tutte molto più giovani di lei, ma si adeguò senza problemi al loro cammino di formazione e di fraternità. Ciò che le dava vita era tanta fede che si traduceva in preghiera.”Ha seguito Gesù con passione – dice una sua compagna di noviziato – e per questo ha lasciato senza rimpianti la sua famiglia, a cui era affezionatissima,e che poteva avere ancora bisogno di lei”. Fra le consorelle si trovava a proprio agio, ma una specialmente la sentiva come sua mamma. Era Sr. Dora, che era stata il tramite della sua chiarezza di vocazione e che le fu guida per diversi anni, quando fu incaricata dell’assistenza della Signora Anna Bona. Era questa una benefattrice che passò in Casa Madre gli ultimi anni della sua vita e che ebbe lei come fedele assistente. Qui esercitò tanta pazienza, perché la signora era buona, ma anche abbastanza esigente.

Quando nel 1978 la signora morì, Sr. Marisa fu destinata al servizio delle signore anziane nel pensionato di Piazza Trento a Roma. Nel 1993 ritornò in Casa Madre come aiuto guardarobiera, ma molto presto incominciarono a farsi sentire i sintomi di quel Parkinson che l’avrebbe portata all’immobilità e di quel male sordo, ma invincibile, che anticipò il suo declino definitivo. Quando nel 2000 andò a Marola, era già molto debole e bisognosa di cure, per cui il trasferimento con le sorelle anziane le sembrò la porta del paradiso. Rimase serena e gioiosa, benché tanto provata, anche a Villa Chieppi, dove finì i suoi giorni, senza smentire lo stile semplice e sereno che da sempre la contrassegnò.

La sorella che l’ha assistita in questi anni, dice che non si è mai lamentata e che era continuamente in preghiera. Una delle ultime sue parole, quando ormai non riusciva più ad esprimersi, fu una confidenza delicatissima: “Ho visto la Madonna; era bella, vestita di bianco”,e dagli occhi semi spenti si sprigionò una luce piena di gioia. La sorella le chiese: “Che cosa ti ha detto? “ . La risposta: “Essere paziente e tranquilla”.

E tale rimase fino all’ultimo respiro. Cosciente? Non si sa, ma sembra proprio di sì, perché quando il Padre Luca le amministrò il sacramento degli infermi, imprevedibilmente aprì gli occhi.

Questa doverosa memoria di una vita pienamente riuscita nella fedeltà umile e gioiosa al Signore della sua vita è di esempio per noi sue consorelle e di grande conforto per i famigliari, che ha tanto amato e che ha reso partecipi della sua scalata verso il Cielo.