Nasce a Goima di Zoldo (BL): 12.11.1926
Entra in Congregazione: 28.12.1946
Inizio Noviziato: 02.07.1947
Professione Temporanea: 02.07.1949
Professione perpetua: 02.07.1954
Deceduta a Villa Chieppi: 07.08.2011

La tua bontà mi ha fatto crescere.

 Signore ti loderò e canterò inni a Te”                                                                                 Sal. 18

Il ricordo di Sr. Margherita ti si affaccia come un raggio di sole; non puoi ricordarla se non con il sorriso sulle labbra, che lasciava trasparire bontà, libertà interiore, gioia di vivere e di donarsi per gli altri.

Nacque a Goima di Zoldo, nel cuore delle Dolomiti, nel 1926, da una famiglia cristianamente  esemplare, amica di tutti. Le vicine di casa dicono che lei e la sorella erano un modello di fede e di gioia cristiana. Erano entrambe amiche di due fratelli, che pareva dovessero diventare loro sposi, ma per Margherita prevalse il Signore che la volle tutta per sé.

Entrò a 20 anni in Congregazione e subito manifestò una straordinaria ricchezza di fede e di umanità, pur nella semplicità dei piccoli che il Signore guarda con predilezione.

L’attività a cui fu destinata dall’obbedienza fu prevalentemente quella di cuciniera. Svolse la sua missione: a Baiso (RE) dal 1952 al 1967, ad Arten (BL) dal 1967 al 1976, a Roccabianca nella scuola materna, dove fu anche superiora, dal 1976 al 1983, a Roma Santa Cornelia, come superiora e cuoca, dal 1984 al 1994. Concluse  l’iter del suo servizio al Collegio Santa Maria dal 1994 al 2010, dove il suo cuore potè raggiungere la pienezza della maternità, come testimoniano i suoi bambini e ragazzi  (vedi allegato).

Era amante del sacrificio, sempre pronta ad aiutare chi era nel bisogno, sempre capace di leggere il lato positivo della vita e di lasciarlo trasparire come un dono. Era amante della natura, dei fiori e degli animali, che l’aiutavano a lodare il Creatore.

Queste caratteristiche non furono mai smentite fino agli ultimi giorni della sua vita, quando a causa di un tumore alla gola, dovette lasciare il campo e passare a Villa Chieppi.

Davvero la sua vita è stata – come dice Enzo Bianchi della vita di Gesù – “una vita buona, bella e felice… non certo al riparo della sofferenza”.

  • Una vita buona perché contrassegnata dalla logica dell’amore, della disponibilità continua al servizio.
  • Una vita bella perché capace di condivisione, di amicizia e affetto, capace di stupirsi per la bellezza dei fiori e per il sorriso dei piccoli.
  • Una vita felice perché piena di “senso”: non era difficile trovarla davanti all’Eucaristia fin dalle prime ore del mattino.

Una vita vissuta in pienezza, nella quotidianità, con la semplicità dei piccoli.

Grazie, Sr. Margherita, aiutaci ora dal cielo a far nostre le preziose provocazioni del tuo esempio.