Nasce a Frassenè Agordino (BL): 18.04.1925
Entra in Congregazione: 17.04.1945
Inizio Noviziato: 25.12.1945
Professione Temporanea: 21.11.1947
Professione perpetua: 21.11.1952
Deceduta a Roma: 30.09.2000

“Il mio  spirito esulta in Dio mio Salvatore,

perché ha guardato all’umiltà della sua serva”.      (Lc .1,47-48)

Sr. M. Angela,  è nata nel cuore delle Dolomiti, di cui ha contemplato le bellezze e da cui  ha attinto una fermezza di carattere e un’aspirazione alle vette, mai smentita.

Il 17 aprile 1945, all’età di 20 anni, dopo un corso di esercizi spirituali, entrò come

postulante nella comunità del suo paese, per una prima esperienza comunitaria.

Da qui scriveva alla Madre una lettera in cui traspare il suo carattere, la sua umiltà e il vero movente della scelta che stava compiendo: “Da quasi due mesi sono qui con le sue suore e la gioia che provo è immensa. Ringrazio Gesù di tutto cuore per la grazia così grande che mi ha fatto, però, glielo dico, non sono sicura della mia vocazione… perché vorrei avere il fervore delle suore, il loro raccoglimento, amare come loro amano, ma questo non c’è, c’è soltanto il desiderio e questo è molto grande.

Ogni giorno, nella S. Messa, quando Gesù viene nel mio misero cuore, gli dico i miei bisogni, i miei pensieri e le mie speranze e gli chiedo la grazia di diventare una santa suora. Ho bisogno di gioia, ma di gioia pura, che nel mondo non sono riuscita a trovare. Spero che mi accetterà come sua Piccola Figlia.”

È incominciato così l’iter della sua formazione, lungo il quale ha fatto suo il carisma della Congregazione con una sottolineatura, tipicamente marcata, di un aspetto che il Fondatore ci aveva additato: l’amore al lavoro. Di cultura di base elementare, non ebbe mai l’ambizione di ricoprire ruoli di prestigio. Ciò che riteneva un dovere irrinunciabile era poter lavorare per servire la comunità, faticare per salvare anime, spendersi senza misura per ottenere grazie di luce e di conversione per i peccatori, e in particolare per i suoi familiari.

Fu a Sestola (MO), a Sant’Angelo in Vado (PS), a Fusine (BL), a Noceto (PR) e  dal 1967 al 1990 in Casa Madre. Dal 1990 in poi a Roma. Quale il suo impegno? La cura della casa, dalla lavanderia, alla cucina, alla pulizia degli ambienti. E in questo, che riteneva il suo preciso dovere,  concentrava, con una tenacia di volontà per la quale fu anche più volte richiamata perché eccessiva, la risposta alla sua vocazione di consacrata per la salvezza dei fratelli. Più volte la superiora tentò di farle capire che era troppo, che doveva anche curare la sua salute, ma non ebbe esito: avrebbe tradito un suo bisogno insopprimibile di essere per gli altri.

Era fedele alla preghiera di cui riempiva le sue giornate, facendo diventare preghiera il lavoro. Dotata di una bella voce, nonostante l’età e la persistente presenza di dolori acuti, trovava la gioia e la forza di preparare con cura il canto sacro, che poi guidava con singolare fervore.

Alla notizia della sua scomparsa, i vicini che la vedevano scopare il cortile, o lavare le scale, o innaffiare i fiori, si chiedevano commossi:“E’ morta la suora che sorrideva sempre ". Anche questo è un segno evidente di una personalità pienamente riuscita, pur nella sua umiltà e semplicità.

La sua scomparsa repentina, accompagnata dal conforto della benedizione del sacerdote che ben conosceva i sentimenti del suo cuore, credo che sia stata la ricompensa del Signore per le tante fatiche sopportate per suo amore.