Nasce a Bedonia (PR): 01.04.1938
Entra in Congregazione: 26.12.1960
Inizio Noviziato: 02.07.1961
Professione Temporanea: 02.07.1963
Professione perpetua: 02.07.1968
Deceduta a Palanzano (PR): 02.11.2000

“Arrivò lo Sposo e la vergine, che era pronta,

entrò con Lui alle nozze, e la porta fu chiusa”

                                             (Mt 25,10)

                                                                                                                     

La storia di  Sr. Maria è molto semplice, triste e insieme tanto ricca.

            Abbandonata dalla mamma appena nata, è stata adottata da una famiglia che le offrì tutto il calore  di cui aveva bisogno per crescere serena. Ad un certo punto, però, ai coniugi adottivi nacque una figlia propria e per Maria non ci fu più spazio in casa. All’età di 7 anni fu affidata  alle cure del Collegio Santa Maria, dove  completò il suo cammino di crescita con questa nuova famiglia, che amò tanto da chiedere di farne parte, dopo aver sperimentato in modo misterioso, ma autentico, che il Signore la voleva tutta per sé.

            Uscita dal collegio fu assunta per lavori di guardaroba e di pulizia in Casa di Cura e a 22 anni  entrò in Congregazione, con l’animo sereno e riconoscente dei piccoli  privilegiati da Dio.

            Dal giorno della sua entrata la comunità del Noviziato fu la sua  casa. Il suo ruolo: lavori domestici, cura dell’orto e della lavanderia, cura della sagrestia. Sempre serena , riservata, ma affettuosa e disponibile a qualsiasi sacrificio. Per ben 38 anni Sr. Rosetta Sartor le fu sorella maggiore, maestra di lavoro e affettuosa compartecipe delle fatiche quotidiane per il bene della Casa di Cura, della Scuola per Infermiere e della comunità.

            Una sua caratteristica era la venerazione che nutriva per i sacerdoti. Da sempre portava in cuore il desiderio di poterli servire con quell’amore che  ammirava nelle sorelle del Seminario. Però non lo ha mai chiesto, perché Sr. Rosetta aveva bisogno del suo aiuto e non voleva in alcun modo farla soffrire.

            Nel 1997 il suo sogno si avverò perché le fu chiesto il trasferimento al Seminario Maggiore, dove non le pareva vero di spendersi con amore e dedizione singolare. Purtroppo però questo sogno durò poco, perché la salute, a causa di un tumore latente, incominciò ad indebolirsi e dopo poco più di un anno dovette passare a Palanzano, dove improvvisamente scomparve il 2 novembre 2000, proprio quando si incominciava a sperare in una sua promettente ripresa.

            Alla base questa vita semplice, generosa, piena di amore riconoscente per chi le faceva del bene e di benevolenza anche verso chi la faceva soffrire, c’era il segreto di un grande amore per il suo Signore, da cui si sentiva sensibilmente amata come leggiamo da alcuni suoi appunti spirituali. Sono quei miracoli di grazia che il Signore ha promesso ai piccoli e che ci lasciano profondamente ammirati.