Nasce a Cremona: 13.10.1917
Entra in Congregazione: 17.01.1942
Inizio Noviziato: 26.07.1942
Professione Temporanea: 16.97.1945
Professione perpetua: 02.07.1950
Deceduta a Villa Chieppi: 28.04.1950

“…cercate di essere sempre dolci, benevoli con tutti, accogliendo tutti col sorriso della bontà, non mostratevi mai né stanche, né annoiate, né indifferenti.”   (A.Chieppi)

Sr. Pierina si è spenta a 94 anni, dopo una graduale perdita di tutte le sue facoltà, esclusa la lucidità mentale, che fino all'ultimo ha manifestato col sorriso, in risposta ad ogni intervento di chi l'aveva in cura o andava a salutarla. Potremmo chiamarla "la suora della gioia", che fino a pochi mesi fa esprimeva con la musica che si sforzava di far emergere dall'organetto a bocca, suo compagno da sempre.

Era una donna intelligente, di fede cristallina, senza una particolare formazione intellettuale, ma che ha saputo rendersi preziosa, sia nel contatto educativo con i giovani e le mamme, sia nell'animazione gioiosa e rasserenante degli anziani. Ha svolto il suo servizio in aiuto nella scuola materna e nelle attività parrocchiali in diverse comunità: Novi, Polesine, Limana, Rolo, Gualtieri, Trecasali. Ovunque ha lasciato un segno indelebile, come dimostrano alcune testimonianze scelte fra tante altre.

A Limana rimase per dieci anni e quando dovette lasciare, nel bollettino parrocchiale dell'agosto 1973, uscì un articolo da cui stralciamo qualche particolare: "Venne a Limona undici anni fa, e vi rimase, umile, discreta, generosa, in un atteggiamento di semplicità che incantava. I suoi compiti erano quelli propri di <chi serve>: far la cucina, accudire alle pulizie della casa, curare l'orto, fare la spesa... Le sue occupazioni, molte e faticose, non le impedivano un costante e diretto impegno di apostolato. Ebbe cura per alcuni anni dei fanciulli di Azione Cattolica, che aiutò con grande amore".

Nel bollettino parrocchiale di Trecasali del 1995, leggiamo: "Sr Pierina si inserisce nel cammino di questa casa (Villa Gay Corradi) come animatrice, con il cuore grande e l'amore per le piccole cose, quelle che Dio sa come farle "diventare preziose" agli occhi suoi. Scrive Don Francesco Piazza: Con un organetto a bocca Suor Pierina suona una allegra canzone che suscita negli ospiti ricordi lontani... Davvero un cuore giovane e grande in questa piccola e simpatica sorella contenta di suscitare gioia in chi vive il proprio esilio in questa bella casa".

Ma dove ha preso Sr. Pierina quella carica di gioia che ha contrassegnato la sua vita di consacrata, così da contagiare tutti? Eppure era di salute malferma e protagonista di una storia contrassegnata fin dalla nascita da sofferenze e prove di ogni genere. Lo afferma lei stessa in una nota autobiografica in cui descrive l'iter del suo cammino dalla nascita alla sua entrata in noviziato.

Nacque in una famiglia profondamente cristiana, ma provata terribilmente. Aveva solo tre mesi quando morì la mamma di 'spagnola' a soli 33 anni, lasciando lei e altri tre fratellini, mentre il papa era in guerra. Ha inizio qui un itinerario dolorosissimo, ma guidato in modo stupendo dalla Provvidenza, per cui non le mancò un educazione cristiana e l'opportunità di essere accompagnata, durante la scuola dalle Suore Canossiane e poi di aver incontrato le Piccole Figlie a Cignone, che divennero la meta irrinunciabile del suo futuro. Non fu facile giungere al traguardo, ma quando finalmente, dopo prove inimmaginabili, potè entrare, rilesse tutto il suo passato alla luce della Parola di Dio in Dt.32,10-12:

"Egli lo trovò in terra deserta in una landa di ululati solitarì.

Lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio.

Come un'aquila che veglia la sua nidiata,

che vola sopra i suoi nati,

egli spiego le ali e lo prese,

lo sollevò sulle sue ali.

Il Signore lo guidò da solo,

non c'era con Lui alcun dio straniero.

Ha aderito così bene Sr. Pierina a questo progetto d'amore che in noi, che l'abbiamo avuta come sorella impareggiabile, ha lasciato la nostalgia del cielo in cui la pensiamo felicemente arrivata.