Nasce a : Pegognaga (MN) 30.01.1933
Entra in Congregazione: 28.10.1962
Inizio Noviziato: 02.07.1963
Professione Temporanea: 02.07.1965
Professione perpetua: 05.06.1970
Deceduta a Villa Chieppi: 01.09.2017   

“Ero ammalato e siete venuti a visitarmi…”

                                                   Mt 25,40

 

Sr Romana, nata a Pegognaga (MN) nel 1933, era entrata nella nostra congregazione all’età di 29 anni, subito dopo aver conseguito il diploma di infermiera professionale presso la scuola convitto “Sacri Cuori” a Parma. Ha fatto la professione religiosa nel 1965.

Ha prestato servizio come infermiera nella Casa di Cura Piccole Figlie, poi in Svizzera, a Gordola e Locarno, e infine a Suzzara (MN) dal 1988 al 2012. Questo è il luogo e il tempo nel quale Sr. Romana ha potuto dare il meglio di sé esprimendo e coltivando i suoi carismi e le sue doti.

Persona vivace, attenta, cordiale era sempre pronta a fare una corsa, prima in motorino, poi con la famosa macchinina gialla, per portare aiuto, materiale e spirituale, dove c’era bisogno, di notte o di giorno, senza mezze misure.

Come infermiera a domicilio è potuta entrare in tante case, in questo modo con materna discrezione, si è relazionata con tanta gente, di ogni età e religione.

Aveva il dono di stabilire relazioni positive con tutti e di farli sentire amati e capiti.

Vivacità, pacatezza, dolcezza erano la sorgente del suo perenne sorriso.

E, tanta umiltà, perché nel suo agire, nel suo donarsi il protagonista era il suo Signore, di cui lei era semplicemente strumento. Sr Romana “aveva lo sguardo rasserenante, la parola confortante, con gioia e contentezza era un esempio di bontà”.

Veloce, veloce: è stata il motore della carità, porta a porta.

Ma quale era il segreto del suo correre? Come Maria “è Dio che ha nel cuore che la sostenta, che la avvalora. Dio che diffonde in lei i tesori della sua grazia, che la investe del suo Spirito e della sua energia… Dio che le mette le ali” (A.Chieppi).

La sua corsa terrena è terminata venerdì, 1 settembre 2017, ora la pensiamo in paradiso a contemplare il volto di quel Gesù che tanto ha amato e servito nei fratelli e nelle sorelle, confortando, consolando, aiutando.

“Ero ammalato e siete venuti a visitarmi…Quello che avete fatto a loro lo avete fatto a me” (Mt 25,40).