Nasce a Carpineti (RE): 27.09.1921
Entra in Congregazione: 01.12.1936
Inizio Noviziato: 02.07.1937
Professione Temporanea: 26.07.1939
Professione perpetua: 15.08.1945
Deceduta a Villa Chieppi: 02.10.2011

Su nel cielo cantan gli angeli,

ave Maria!”

Era la festa degli angeli custodi. Mentre le sorelle in cappella cantavano l’inno che inneggia alla festa del Paradiso, Sr. Rosa raggiungeva il coro celeste, improvvisamente, anche se da tempo la salute lasciava desiderare. E’ stato per tutte un momento di dolore e di gioia, perché la coincidenza veniva letta come un grande segno del compimento felice di una vita in dono. Il disegno di Dio su questa vita e sulla sua famiglia è sconvolgente e manifesta come, attraverso le prove anche più dolorose, possono sbocciare miracoli di grazia.

Nel 1918  moriva in un ospedale militare Giuseppe Donadelli, padre di un bimbo che sarebbe nato otto giorni dopo, prendendo il nome del padre. La mamma rimase vedova  nella casa del marito, già tanto provata dalla povertà e dal dolore. Capiva che non vi avrebbe potuto rimanere a lungo  senza dare un aiuto economico. Un giorno la suocera le presentò un uomo che le chiedeva la carità del suo aiuto per allevare i suoi cinque bambini, di  cui uno di cinque anni, perché al suo ritorno dalla guerra aveva trovato la sua sposa morta di spagnola il giorno prima. Il desiderio era di creare una nuova famiglia benedetta da Dio col sacramento del matrimonio. La mamma Domenica, dopo seria riflessione accettò la proposta al fine di un aiuto reciproco.

Da questo matrimonio nacquero altre due figlie: Rosa e Clarice, entrambe chiamate dal Signore a  far parte della nostra congregazione.

Il piccolo Giuseppe crebbe in questa nuova famiglia e divenne sacerdote amato e stimato da tutti, ma nel 1944, all’età di soli 26 anni, fu barbaramente ucciso dai nazisti. La sua morte segnò profondamente la popolazione, che lo amava tantissimo e che lo considerò subito un martire. Particolarmente forte fu la reazione della giovanissima Clarice, che avrebbe voluto prendere il suo posto come sacerdote, ma non essendo ciò possibile, decise risolutamente di farsi suora, anche se non ancora  nell’ età richiesta. ( vedi Profilo di Sr.  Clarice e Allegati).

In questo contesto di fede, di amore e di dolore maturò la vocazione  di Sr. Rosa, che, benchè gracile di salute,  a soli 15 anni volle realizzare il suo sogno.

            Nel 1944 conseguì il titolo di maestra di scuola materna, servizio che svolse con zelo,  competenza e capacità educativa in tante case della congregazione, spesso con anche il ruolo di responsabile, come a Brescello (1955-1961), a Fontanellato (1962-1968), a Sant’Angelo in Vado (1968-1974)., a Scandiano (1974 -1980). Dal 1980 al 2004 svolse il ruolo di portinaia a Roma e a Parma, nella comunità di  S. Leonardo. Era gracile di salute, come dimostrano i tanti ricoveri in Casa di Cura, ma questo non le impedì di svolgere il suo ruolo di educatrice e di madre, conquistando la stima e l’amore di quanti l’avvicinavano.

            Era di carattere dolce, ma ferma e riservata, attenta e desiderosa di comunione vera e profonda. Non ha lasciato molte parole che ci possano aiutare a scoprire l’intima ricchezza della sua persona, ma, tra i pochissimi appunti personali ritrovati, uno delinea con chiarezza chi era Sr. Rosa: “Signore, donami un atteggiamento che mi permetta di passare in mezzo alle vicende della vita, alle situazioni, alle cose con signorilità e gioia”. Queste due qualità erano rese luminose dalla splendida voce con cui poteva educare i suoi piccoli e guidare con arte la preghiera.

            Quando nel 2008 si costituì in casa madre il ramo delle Sorelle Oranti chiese con gioia di farne parte. Così la descrive Sr. Orsolina che le è stata vicina in questi ultimi anni: “Era assetata di preghiera e di adorazione eucaristica. Durante il giorno era piuttosto riservata; la si incontrava spesso con la corona in mano, ma gradiva anche la partecipazione agli incontri fraterni e volentieri amava conversare con le sorelle, riandando a volte all’esperienza tragica della sua famiglia in tempo di guerra”.

            La  ricordiamo così e la affidiamo al Signore nella certezza che, ora che ha raggiunto la stabilità orante, parlerà di noi tutte al Signore e assieme al Fondatore e alle tante sorelle che abitano con Dio ci custodirà e ci accompagnerà  lungo il nostro cammino.