Nasce a Rivarolo del Re (CR): 26.03.1944
Entra in Congregazione: 05.08.1969
Inizio Noviziato: 98.09.1970
Professione Temporanea: 08.09.1972
Professione perpetua: 08.09.1977
Deceduta a Villa Chieppi: 29.02.2012

“Se qualcuno vuol venire dietro a me…
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” ( Lc 9,23)

La ricchezza umana e spirituale di Sr. Rosa è tutta racchiusa in una preghiera da lei composta quando già da tempo era provata dalla malattia e si stava ormai avviando a quel duro calvario che l’ha portata alla Patria.

Era il 26 marzo 2011

                “ Oggi è il mio compleanno!

Grazie, Gesù, per il dono della vita. Grazie perché voi, mamma e papà, mi avete accolta, mi avete amato con un amore grande… Poi, Tu, Gesù, fin da piccola mi hai chiamato ad essere tutta tua…Ti ho amato e ho amato la mia Famiglia Religiosa, dove ho trovato tante sorelle che mi hanno amato così come sono. E ora grazie ancora, Gesù, per quello che sono. A Te offro la mia vita fina a quando Tu vorrai.

“Fino a quando Tu vorrai” è l’atto di consegna senza riserve, che ha riprodotto il SI di Gesù alla volontà del Padre: “Se è possibile… ma non come voglio io, ma come vuoi Tu”.

Quella ricchezza di amore per la sua famiglia, per la sua comunità e per il Signore della sua vita, ha trovato il culmine nell’abbandono a quel progetto che era già chiaro in lei, per un’esperienza di dolore, che da tempo non le dava tregua.

Dotata di una sensibilità straordinaria, ha vissuto tutta una vita in dono, con quella carica di sofferenza che da esso può derivare, quando la fragilità non regge alla prova. Erano dominanti in lei il dolore e l’amore, due componenti preziose per chi è chiamato a seguire le orme di Gesù morto sulla Croce per amore.

La sua esperienza è iniziata con il lavoro di domestica, quando aveva appena 14 anni, per dare sostegno alla famiglia. Attirata dal desiderio di fare del bene a chi soffre, ha poi frequentato la Scuola per Infermiere Professionali nella nostra Casa di Cura e qui ha scoperto e potuto realizzare la sua vocazione.

 I primi anni come infermiera li ha trascorsi in Casa di Cura e alla Santa Chiara a Locarno; ma il compimento del suo ideale doveva raggiungerlo, prima ad Appenzell in Svizzera e poi a Potenza, con i bimbi bisognosi di una famiglia e quindi di grande amore.

 Lo attestano unanimi le sue consorelle e i ragazzi che ha seguito per una decina d’anni.

“Era la “mamma” che ascoltava, coccolava, rimproverava e spesso, quando i ragazzi combinavano qualche marachella, chiedeva aiuto per sentirsi più forte nel suo ruolo di educatrice. Quanti sono passati a dormire accanto al suo letto! La sua stanza era diventata un nido speciale per colmare ogni carenza di affetto. Ancora oggi tutti la ricordano con affetto e simpatia; non possono dimenticare la carezza e il bacio della buonanotte, dopo aver rimboccare le coperte con  la tenerezza  della  mamma buona che dopo le preghiere della sera lascia i piccoli in pace…

Avvertiamo la sua scomparsa come una grande perdita, ma nel mistero della Pasqua diventa una luce di speranza nella pienezza dell’amore di cui era tanto assetata” (Sr. Liliana e comunità)

Chi ha vissuto accanto a lei le durissime ore del suo calvario non può non pensarle una riproduzione concreta della morte di quel Gesù che prima della gloria ha voluto vivere con noi la più terribile umiliazione.

Ci aiuti Sr. Rosa a dare senso e speranza ad ogni triste avvenimento di cui è ricolma la vita, per giungere, come lei, fedeli fino alla meta.