Nasce a Villaminozzo (RE): 20.10.1930
Entra in Congregazione: 29.12.1949
Inizio Noviziato: 02.07.1950
Professione Temporanea: 02.07.1952
Professione perpetua: 02.07.1957
Deceduta a Villa Chieppi: 07.11.2014

Senza frode imparai la sapienza e senza invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze” (Sap. 7,13)

Nella notte del 7 novembre, dopo lunghi anni di sofferenza, Sr. Teresa si è spenta, lasciando in tutti un senso di profonda gratitudine per la sua testimonianza di fede.

            La sua vocazione, come lei stessa ci dice, è nata in un momento tragico per il suo paese di origine. Eravamo in piena guerra quando Villaminozzo, piccolo paese nell’Appennino Reggiano, in cui erano appostati parecchi partigiani, venne radicalmente distrutto dalle forze avverse. Anche la casa dei Malvolti fu distrutta e la famiglia dovette rifugiarsi sotto una tenda.

            La giovane Teresa capì che solo il Signore poteva aiutarli a uscire da un tale dramma e le venne spontaneo offrire al Signore la vita con voto, per salvare se stessa e la sua amata famiglia.

            Terminata la guerra, all’età di 19 anni, entrò in Congregazione, con la gioia di poter realizzare la promessa fatta, come lei stessa ricorda.

            Qui iniziò un cammino formativo spirituale e culturale, che la portò alla laurea in lettere e le aprì le porte alla sua lunga e preziosa carriera di insegnante-educatrice: per otto anni a Roma (1962-70) e per quasi quarat’anni a casa Famiglia (1957-60; 1970-2006). Un itinerario prezioso al servizio di centinaia e centinaia di giovani, a cui non ha solo comunicato la scienza, ma per le quali ha soprattutto curato attentamente la formazione umana e cristiana. Era amata e apprezzata molto dalle giovani, anche se il suo metodo talvolta era severo, proprio in ordine al suo obiettivo: formare delle persone.

            La sua attività non si limitò all’insegnamento: per circa 20 anni, quotidianamente, al ritorno dalla scuola, ha prestato servizio alla mensa della Caritas e, nei brevi periodi trascorsi a  Milano (1960-62) e a Castel S. Giovanni (2006-2009), si prodigò con amore e competenza per rispondere ad ogni bisogno della comunità parrocchiale.

            In comunità ebbe sempre un buon rapporto con le consorelle e una partecipazione corresponsabile alle varie attività e bisogni.

            Una cosa da rilevare nella sua vita, fu la vicinanza alla sua famiglia, provata da tante sofferenze: in particolare la lunga disabilità del padre conseguente ad un grave incidente (per la durata di 15 anni) e la morte prematura dei due cognati. Per quanto le era consentito dagli impegni congregazionali, si rese vicina ai suoi cari con tutte le sue forze per alleviare il loro dolore. Quasi sempre le vacanze, invece che al riposo, le destinava preferibilmente al servizio dei suoi cari nella necessità.

            Anche per lei, in seguito ad un grave incidente, come avvenne per il papà,  incominciò un lungo, graduale decadimento di tutte le forze, che la rese in tutto dipendente dall’amorosa assistenza delle sue consorelle. L’unica capacità che le rimase fu la conoscenza, che le consentì di rinnovare ogni giorno la sua adesione al divino volere. Ne è prova, oltre alla testimonianza delle sorelle che l’assistevano, il suo cantico di lode, steso quando già il male stava galoppando.

            Alla funzione delle esequie, svoltesi nella Parrocchia Famiglia di Nazaret, a motivo dell’alluvione che ha reso inagibile la cappella della comunità, erano numerosissimi i parenti, amici, ex alunni e conoscenti, che con varie e commoventi testimonianze hanno dimostrato il bene che questa sorella ha seminato.

Ora, pur nella pena del distacco, ci consola il pensiero della fine del suo dolore, nella certezza che in Paradiso riceverà il centuplo promesso dal Signore a coloro che lo amano.