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NOTIZIE DA HUACHO (PERU’): CHIUSI IN CASA

 

Dal 16 di marzo in Perù è stato decretato il “lock-down”e ancora continua la restrizione, anche se il governo, dal primo di luglio, ha dato più libertà di movimento in alcuni quartieri, per facilitare il lavoro e la possibilità di sussistenza delle famiglie.

L’infezione del virus sembra che si diffonda sempre di più: famiglie intere contagiate, molti che vanno in cielo, gli ospedali non hanno i mezzi per rispondere alle necessità. Mancano: ossigeno, respiratori, posti letto, ambiente per terapie intensive, medici, infermieri… E’ arrivata la solidarietà con alcuni respiratori e bombole di ossigeno, un ospedale da campo con cento posti letto… però è già tutto pieno: non è sufficiente al bisogno!

Sentiamo più che mai di essere nelle mani del Signore e lui sa e conosce la situazione. Molte persone stanno cercando di arginare un poco queste deficienze con il rimanere in casa e aiutarsi con erbe medicinali, qualche medicina, l’isolamento, la preghiera. Capita anche che si trovi qualcuno in casa già morto! Morto da solo!…

Le scuole e i negozi che non sono di generi alimentari, sono tutti chiusi; gli uffici pubblici pure. Alcune fabbriche hanno obbligato i dipendenti ad andare al lavoro, pena la perdita dello stipendio o il posto stesso di lavoro. Alcuni hanno scelto di continuare, altri no. In Perù solo 30% delle persone lavora con contratto, gli altri sono lavoratori autonomi con lavoro privato provvisorio, venditori di piccoli oggetti artigianali, di generi alimentari negli angoli delle strade del centro o sono dediti alla pesca libera o al servizio di moto-taxi. Questi ultimi sono quelli che – così si dice – non osservando le direttive del governo, vanno per le strade a vedere i loro prodotti, e in questo modo propagano il virus. Essi sono obbligati a uscire per sopravvivere cercando di portare a casa “qualcosa”.

Nei quartieri, alcuni si sono organizzati e hanno dato vita a mense comuni, aiutate dal Comune e dalla Caritas diocesana. Anche noi abbiamo cooperato alla distribuzione di polli e di alimenti con l’aiuto anche dell’Associazione tedesca “Adveniat” che ci ha mandato un po’ di denaro. L’Associazione “Missione Insieme”di Collecchio, ha mandato i fondi raccolti per comperare le uniformi speciali per infermieri e medici.

Molte scuole hanno proseguito le lezioni virtualmente, soprattutto le statali, perché gli insegnanti, se non lavorano non vengono pagati; i risultati però sono pochi anche perché molte famiglie non possiedono gli strumenti informatici per potersi connettere. Si ipotizza che questa situazione si protragga fino a dicembre prossimo.

Noi, stando in casa, comunichiamo con la gente virtualmente, pregando il Santo Rosario, con le novene dei gruppi di devoti dei vari Santi, facendo la  formazione dei catechisti… Ci stiamo organizzando anche per preparare le persone che lo desiderano a ricevere i Sacramenti. Realizziamo incontri per la pastorale degli sposi e dei fratelli laici, e incontri con le piccole comunità. Ancora non abbiamo la Santa Messa presenziale, possiamo ascoltarla solo per televisione, però riceviamo l’Eucarestia tutti i giorni.

Con gli aiuti alimentari che sono arrivati, prepariamo sacchetti di viveri e li distribuiamo alle famiglie bisognose. Qui sono veramente in difficoltà, perché non possono uscire per procurarsi qualcosa da mangiare. Anche la nostra piccola mensa degli anziani è aumentata di numero per l’aumentare delle necessità. Ma constatiamo che la Provvidenza arriva al tempo giusto, perché non manchi il necessario da condividere.

Preghiamo molto, perché questo momento drammatico passi presto e perché torni la serenità nelle famiglie e tutti possano essere più uniti tra loro e più vicini al Signore e alla comunità.

Huacho 17.7.2020                                                                                         sr Lucia Martini

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