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UNA SINFONIA DI MISERICORDIA

Una sinfonia di misericordia

 di Vito Pongolini

 Sabato 8 ottobre, 15 anni dopo la beatificazione, le Piccole Figlie hanno invitato tanti amici presso i Missionari Saveriani a condividere la gioia del dono che Madre Eugenia Picco è stato per la Congregazione e la Chiesa di Parma.

Il fatto che la ricorrenza sia caduta nel Giubileo della misericordia ha naturalmente orientato lo svolgimento dell’incontro.

Attraverso la ricerca e la presentazione di testimonianze delle suore che la conobbero, si è infatti mostrato come Madre Eugenia abbia cercato, nel corso della sua esistenza, di vivere intensamente le opere di misericordia, spendendosi senza sosta per tutti coloro che all’epoca di trovavano nella necessità e nel bisogno.

Madre Eugenia ha saputo incarnare in modo autentico e profondo il carisma dell’Istituto fondato da don Agostino Chieppi, puntando soprattutto sull’umiltà e sulla capacità di scorgere i bisogni dei fratelli che le circostanze le facevano incontrare.

L’incontro è tuttavia servito anche – e forse soprattutto – per provare a raccontare il tanto bene che, sulle orme di Madre Eugenia, è scaturito a fianco e in compagnia delle Piccole Figlie. In tempi e modi diversi sono infatti nati diversi gruppi e aggregazioni di laici che si sono messi in gioco per espandere e sviluppare i tanti germi di bene che la Congregazione ha saputo piantare, far nascere e germogliare.

Erano pertanto presenti realtà che operano a favore delle missioni delle Piccole Figlie (il gruppo “Rafiki – Amici del Congo” e “Missione insieme” che focalizza il suo impegno per il Perù), come realtà che affiancano l’opera delle suore nel “Centro di Cure Palliative” per malati terminali di via Po (è il caso dell’Associazione di volontariato Amici delle Piccole Figlie e dell’Associazione “Claudio Bonazzi”).

Insieme all’Associazione laicale aggregata alla Congregazione (presenza questa pensata e voluta dal Fondatore fin dall’inizio), tutte queste realtà hanno provato a raccontare come, nel loro operare, cercano di vivere e attualizzare le opere di misericordia. Lo hanno fatto con semplicità, mostrando i volti di bambini e bambine congolesi o raccontando una giornata speciale di un malato terminale.

Ne è venuto fuori un interessante quadro, anzi, come suggerito dal titolo, ci si è resi conto che davvero è possibile comporre insieme una vera e propria sinfonia di misericordia. Non per il gusto di volersi ergere a maestri o di pensare di essere migliori di altri, ma semplicemente per ringraziare il Signore del tanto bene che è possibile costruire mettendosi insieme e rendendosi docili all’azione dello Spirito.

La presenza di 3 giovani alunni del Conservatorio di Parma (Emanuele Trivioli al violino, Giacomo Bertolini al violoncello e Beatrice Trivioli al flauto traverso) che hanno eseguito nel corso dell’incontro alcuni brani musicali, ha reso ancor più evidente la bellezza che deriva dalle diversità che si mettono insieme per ottenere un risultato di armonia.

“L’avete fatto a me”: non è un’idea o un’immagine sfuocata. È l’indicazione precisa che il Signore si fa trovare, amare e servire nel povero, nel carcerato, nell’ammalato, nell’ignorante, nel dubbioso …

Con Madre Eugenia quale esempio, dunque, e in ascolto dell’invito di Papa Francesco contenuto nella bolla di indizione dell’Anno Santo, quanto si è vissuto sabato 9 ottobre è stato un tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare segno efficace dell’agire del Padre.

 

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