Da Chacabuco[1] al Carmelo: un cammino di santità

di Gilda Abarca, Novizia, Puente Alto – Cile
Questo anno giubilare il pellegrinaggio dei giovani a Los Andes è stato speciale: ventisette chilometri di preghiera, giochi, canti e silenzio, nell’anno della Misericordia sono risuonati unici. Mi trovo per la quarta volta a fare questa esperienza, ma è la prima volta che ho rappresentato la nostra Congregazione dal momento che per motivi di salute non poteva essere con me nessun’altra sorella. Ringrazio il Signore di questa grazia ed anche per il clima, un clima grigio, con vento freddo (in Cile è primavera e di solito c’è un caldo che non aiuta a salire le colline) e in qualche momento persino la pioggia; tutto ha concorso a fare sì che quest’anno si arrivasse prima al Santuario.
E’ stato molto confortante vedere tanti giovani che pregavano il rosario ed anche edificante vedere adulti che pure fanno il pellegrinaggio per chiedere alla prima Santa cilena qualche grazia, è una esperienza della chiesa in cammino nella comunione verso un’unica meta. Il punto più alto del percorso si trova a circa metà strada dove c’è una croce e dove si fa una breve sosta. Ricordo che mi facevano male le gambe dalla stanchezza e dal freddo e mi venivano in mente gli altri anni quando le mie consorelle mi animavano a salire per arrivare ad una tappa importante del cammino. Lì ho ricordato molti volti che sono parte del mio vissuto e li ho conservati nel cuore e nella preghiera. E’ possibile arrivare alla meta, quando gli altri ci sono e ti aiutano a tenere davanti il traguardo.
La discesa ha reso il percorso più facile e ho così potuto percepire e vedere nei cuori di molti giovani il fatto che camminano senza avere chiara la meta della loro vita, forse si stanno interrogando per dare un senso alla loro esistenza e allora mi è venuto che in mente Santa Teresa de los Andes diceva: Il cammino della santità è per tutti, non è facile, è in salita, ma nello stesso tempo si può fare più leggero se abbiamo gli occhi puntati in Colui che ha toccato il nostro cuore.
E’ stato bello arrivare al Santuario e alla Cripta dove si trovano i resti di questa Santa e dire ancora una volta: “ci sono riuscita!”, non solo per il fatto di aver camminato, ma perché ancora una volta, questa peregrinazione è stata una esperienza di misericordia, una esperienza di chiesa…
La conclusione e il punto culminante è stata la celebrazione dell’Eucaristia. Qualcuno potrebbe pensare che dopo di più di 5 ore di cammino non si ha voglia di niente, invece no! La gioia, i canti, le chitarre e persino le danze (nonostante la stanchezza fisica) erano pieni di energia e vivacità come se fossimo stati all’inizio del cammino… la gioia è poi molto contagiosa! Quando un giovane si lascia impregnare dall’amore e dalla presenza di Cristo, diventa missionario, cioè contagia gioia e serenità, si è capaci di superare tutti gli ostacoli. Che gioia celebrare il Dio della Misericordia in mezzo a noi, che bel cammino di consegna e di ricerca, così come ha fatto Santa Teresa de los Andes. Ne è valsa la pena!
[1] Chacabuco è una località che si trova al Nord di Santiago del Cile (a circa 45 min di distanza), ed è il luogo in cui S.Teresa de los Andes ha vissuto con i nonni. Da quando è stata canonizzata, tutti gli anni la Pastorale Giovanile realizza un pellegrinaggio a partire da questo luogo radunando circa 70mila giovani di Santiago e non solo. Il percorso si snoda sulle alture fino al Carmelo de los Andes per circa 27 chilometri.

