É passato già un più di un mese dalla Aggregazione all’Associazione laicale alle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria che ho fatto insieme a mia moglie e ad altri tre fratelli, a Lima, il 15 aprile scorso. Mi hanno chiesto di dare una piccola testimonianza delle motivazioni che mi hanno portato ad assumere questo impegno e di condividere con voi l’esperienza di quella felice giornata.

Quindi mi metterò a scrivere quello che nasce dal cuore e dalla memoria, cercando di trascrivere con esattezza e trasparenza quello che ho vissuto, la mia esperienza personale.

 

Cosa mi ha portato ad abbracciare il carisma delle Piccole Figlie?

“Non siete voi che mi avete scelto ma io o scelto voi” (Gv 15, 16)

In ogni chiamata c’é prima e risuona il mistero della volontà di Dio e dell’amore di Dio per ciascuno di noi. Penso che il “sí” a questa chiamata é semplicemente un lasciarmi abbracciare, un lasciarmi baciare, un lasciarmi amare da Qualcuno che trabocca in me, infinitamente, da Qualcuno che viene a me anche attraverso altre persone, da Qualcuno che, partendo dal calore umano, da un legame, mi chiama alla pienezza e alla felicità. Io direi che é la bellezza dell’amicizia e di una vita innamorata di Dio quello che nel profondo mi ha sedotto.

Tu mi hai sedotto, Signore in una Sorella Piccola della pastorale sociale che mi donò una volta un golfino quando soffrivo dal freddo sulla strada; Tu mi hai sedotto, Signore, quando alcune sorelle consacrate mi animavano e celebravano il mio canto a Gesú nell’Eucarestia; Tu mi hai sedotto, Signore, quando queste Sorelle si sono interessate alla mia famiglia, alla mia vita, ai miei figli; Tu mi hai sedotto, Signore, nella grandezza dell’amicizia convertita in solidarietà e aiuto; Tu mi hai sedotto, Signore, per i momenti di gioia, di vita, per i piccoli dettagli di umili cuori, dai gesti d’amore illuminato. E io, ferito dalla freccia della bellezza, ho intuito questa grande verità sentita in tutto il mio essere: nel fondo, il messaggio era il messaggero che mi guardava e mi parlava! Il messaggio era il messaggero e questo messaggero, alla fine, era lo stesso Cristo trasfigurato, il Dio-con-noi! Il messaggio erano gli occhi che mi dicevano quanto ci amavano e quanto importanti eravamo per Lui, anche con i nostri limiti e insufficienze.

Come ben mi diceva tempo fa Sr. Gladys Lorca, in una delle sue visite a Lima, questo era una chiamata dentro la chiamata, al di lá dei miei impegni nel canto liturgico, nella pastorale della salute e i significativi scambi con gli amici della parrocchia; questa nuova chiamata mi invita al calore di una comunità concreta, ad un modo particolare di vivere e di assaporare il Vangelo attraverso una spiritualità segnata dalla piccolezza, ad imparare che l’amore traboccante del Signore mi spinge alla crescita attraverso altri fratelli con le loro particolarità e diversità, ma come fratelli nell’amore di Cristo.

In breve, come direbbe Madre Eugenia “riconoscendo la voce della mia propria vocazione” semplicemente e con gioia ho detto sí, un felice “fiat” a un Dio che umilmente mi chiama per baciarmi, abbracciarmi, benedirmi, per farmi uno con Lui come anima pressa dal suo amore!

Per tutto questo felice processo vorrei ringraziare in modo speciale Suor Luigia Bonatti, responsabile della nostra preparazione all’Aggregazione. Lei ci ha preparato e formato attraverso la lettura di libri e di incontri formativi ma quello che ha fatto con noi, forse anche senza rendersi conto, é stato che ci ha fatto sperimentare il Vangelo dell’Incarnazione attraverso la sua pazienza, tenerezza, energia, arte, sensibilitá per testimoniare quella fede della quale lei stessa parla come quegli innamorati che sono abbagliati da coloro che amano, dal loro Amato!

 

Come ricordo il giorno della mia Aggregazione?

E videro la sua gloria e disse Pietro a Gesú: Maestro, é bello per noi restare qui. (Lc 9, 33)

Dal giorno della nostra aggregazione, la domenica 15 aprile di quest’anno, io conservo il più vivo ed indimenticabile ricordo. Sono quei giorni di fraternità e celebrazione che ci dona il Signore perché li ricordiamo come prova del suo amore traboccante che ci fa cantare ed esultare di gioia.

É stata una giornata tutta segnata dal calore di una comunità che accompagna: dalla lectio che ci ha preparato il cuore e aperto l’intelligenza per abbracciare in pieno l’Eucarestia; dal simbolismo di una celebrazione liturgica con momenti pieni di significato come la Aggregazione stessa; dal bel canto alla nostra Madre Maria chiedendole che possiamo, come lei, accogliere il mistero di Gesù tra noi; dal pranzo e dalla festa piena di entusiasmo e generosa partecipazione di coloro che hanno condiviso il meglio dei loro doni e del loro servizio. Come dimenticare tutto ció? I violini dei miei figli che suonavano musica italiana, le colorite danze fatte dai fratelli di Huacho, i canti con varieggiata musica folclorica peruviana e il ballo improvvisato delle Piccole, il luminoso pranzo preparato dalle nostre sorelle con tanto amore e generoso spirito di comunità. Come dimenticare il lavoro nascosto e disinteressato dei nostri cari fratelli e sorelle Aggregati?

Come dicevo una volta quando ho avuto la possibilità di cantare in una Veglia Pasquale: La vita ci dona a volte momenti che per la loro intensità e significato sono indimenticabili e meravigliosi, momenti pieni di fraternità nei quali il mistero di Dio irrompe, abbraccia, rallegra, ci “fa uno”; momenti che sono come un lampo in cui la luce di Dio viene ad illuminare le nostre fragili e precarie esistenze, rivestendole della sua eternità ineffabile. Momenti, giorni come quel 15 aprile pasquale, giorno della nostra Aggregazione laicale alla famiglia delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesú e Maria. Giorno in cui il Signore ci ha accolto, ci ha preso tra le sue braccia e ci ha messo sul suo petto! Gloria a Te, mio Dio, venga a noi il tuo Regno!

Dall’amore di Cristo.

Juan Barraza Sánchez

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